Da quando è salito al potere non ancora trentenne, dopo la dipartita del padre nel Dicembre 2011 il leader supremo della Corea del Nord si è fatto conoscere dal mondo intero per le atrocità di cui si è reso protagonista, sia ai danni dei cittadini che dei gerarchi e persino dei suoi familiari. Punizioni spietate che vengono usate dal regime anche a scopo dimostrativo, per imporre un clima di terrore e cercare in questo modo di scongiurare tradimenti.

Il regime di Pyongyang è molto chiuso verso l'esterno, ed è difficile sapere con precisione cosa accade nel paese, fatto che ha favorito in passato la diffusione di bufale su vicende di repressione addebitate a Kim, così come sicuramente non sono trapelate tutte le atrocità commesse dal dittatore. Ma in questi anni diverse sono emerse, spesso trovando spazio sui media di tutto il mondo: vediamo i casi più eclatanti.

Lo zio di Kim sbranato da cani affamati

Secondo quanto riportato da alcuni media nel Gennaio 2014 il despota nord coreano avrebbe punito suo zio Jang Song Thaek e alcuni suoi collaboratori dandoli in pasto ad un branco di 120 cani a cui non veniva dato da mangiare da alcuni giorni. Il gruppo sarebbe stato chiuso dentro una gabbia insieme agli animali davanti agli occhi di Kim e di 300 alti dirigenti del regime, per fare vedere loro quale è la fine riservata a chi viene ritenuto anche minimamente infedele al dittatore.

Nell'estate 2013 la stampa cinese riportò la notizia della fucilazione di un gruppo di 12 persone accusate di essersi fatte fotografare mentre stavano intrattenendo rapporti intimi. Tra queste anche la ex fidanzata di Kim.

Il design del nuovo terminal dell'aeroporto della capitale nord coreana non è piaciuto al despota, che ha deciso di punire con la morte l'architetto Ma Won-chun che ne aveva realizzato il progetto.

Ministro ucciso a colpi di cannone

Appisolarsi durante un comizio di Kim è costato la vita al ministro della Difesa Hyon Yong-chol, che è stato giustiziato da un plotone d'esecuzione attrezzato con armi pesanti, tra cui una contraerea. All'ex viceministro degli Esteri Kung Sok Ung invece è andata meglio: accusato di aver gestito male il suo incarico è stato rimosso e confinato in una zona rurale all'interno di una fattoria, insieme ai suoi familiari.

Oltre ad essersi reso responsabile di orrori paragonabili a quelli dell'Isis, il dittatore nord coreano ha dato sfoggio del suo potere imponendo scelte quanto meno stravaganti. Dalle elezioni locali organizzate con un solo candidato e l'obbligo di sostenerlo - votare contro è considerato un tradimento - alla creazione del fuso orario di Pyongyang, spostando le lancette del paese indietro di 30 minuti rispetto all'orario stabilito dai giapponesi durante l'occupazione.

Anziché spostare le lancette indietro di un'ora passando ad un'altra zona oraria Kim ha preferito creare un nuovo fuso orario, un modo per dimostrare il suo potere.

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