Un viaggio nel Cosmo partito da Roma con destinazione Proxima B, meta extrasolare distante da noi “solo” 20 anni. Questo è stato il VI Convegno Nazionale CNAI, il Centro Nazionale Astroricercatori Indipendenti, che proprio nella Capitale ha organizzato l’appuntamento di Astronomia ed astronautica probabilmente più importante del 2017: “Astronautica nuovi Orizzonti, viaggio ai confini del Cosmo”. Sipario spaziale aperto col ricordo dei sessanta anni dal lancio dello Sputnik 1, e a seguire una schiera di ospiti e relatori rappresentanti l’eccellenza italiana nel campo.

Dall'Atlantis a Marte

Dopo un’introduzione sull'affascinante (e strettissimo) rapporto tra cinema ed esplorazione spaziale, l’astronauta Franco Malerba ha ricordato via Skype il suo volo nel luglio del 1992 sullo Shuttle Atlantis, prima volta storica per un astronauta italiano nello spazio. Il professor Cristiano Batalli Cosmovici, colui che ha introdotto in Italia la Bioastronimia (sarebbe decollato anche lui se lo Shuttle Challenger non fosse esploso nel 1986), ha sottolineato quanto sia importante per la vita nel cosmo, pianeti extrasolari inclusi, il ruolo delle comete come portatrici di vita essenziale sotto forma di molecole basilari: esattamente come quella che sulla Terra può aver permesso, ere geologiche fa, la nascita dei primi microorganismi, possiederebbero infatti un ruolo fondamentale nel “distribuire” la vita nell'universo.

A proposito di vita: Marte è in pole position per una plausibile colonizzazione dell'uomo. Ed il professor Giancarlo Genta, ordinario del Politecnico di Torino, nell'auspicio dello sviluppo prossimo di una civiltà "multi-planetaria", bene ha evidenziato quanto oggi i viaggi nel cosmo siano più abbordabili rispetto al passato, meno costosi, più concretamente finanziabili e sostenibili anche da soggetti privati sufficientemente pionieri del futuro e dotati di notevoli fondi personali.

Anche se resta da risolvere il problema della “spazzatura spaziale”, come sottolineato da Dario Castagnolo di Telespazio, ingegnere aerospaziale direttamente impegnato con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale: i continui lanci di vettori hanno infatti prodotto una tale quantità di "immondizia cosmica" che a tutt'oggi resta proprio questa la maggior fonte di pericolo per mezzi in orbita ed astronauti al lavoro.

Se davvero si vuole colonizzare lo spazio è bene dunque cercare di superare al più presto questo ostacolo.

Nanosonde verso l'Infinito

Apporto fondamentale nella giornata anche quello del professor Enrico Flamini, docente di Planetologia e coordinatore scientifico dell’ASI (Agenzia spaziale italiana), testimone diretto dell’importante ruolo svolto dall'Italia nella ricerca astronautica, soprattutto in merito all'analisi e all'aggiornamento dei dati inerenti il Sistema Solare. Il professor Fabrizio Fiore, direttore INAF – Osservatorio Astronomico di Roma, ha presentato infine i grandi tycoon Elon Musk, Richard Branson e Mark Zuckerberg con i loro progetti di colonizzazione dello Spazio: da un lato la possibilità di realizzare motori a metano e ossigeno per vettori in grado di raggiungere Marte in meno di sette mesi; dall'altro l'affascinante progetto Starshot, incentrato su nanosonde dotate di vele ed inviate su Proxima B grazie alla spinta di raggi laser sparati dalla Terra.

Menzione di merito per Letizia Davoli e Giorgio Di Bernardo Nicolai, giornalisti da sempre impegnati nella diffusione al grande pubblico di tematiche aerospaziali: entrambi sono stati premiati dal CNAI per meriti professionali e, proprio come il CNAI e la folta platea presente, protagonisti di una intera giornata proiettata verso l’Infinito. E oltre.

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