Nelle scorse ore si è tornato a parlare di Michele Misseri, il contadino di Avetrana coinvolto, insieme alla moglie ed alla figlia, nell'omicidio della 15enne nipote sarah scazzi, avvenuto nell'agosto del 2010. Questa volta, però se ne torna a parlare non per delle novità dal punto di vista giudiziario bensì perché il 63enne da tutti conosciuto come di "zio Michele", nella giornata di ieri è stato trasportato presso il nosocomio "Vito Fazzi" di Lecce in quanto colto da un improvviso malore.

Falso allarme

Sembra che l'uomo, mentre si trovava nella sua cella presso la casa circondariale salentina, nella giornata di ieri abbia avvertito dei dolori toracici, tali da richiedere accertamenti presso l'ospedale, dove Michele Misseri è stato sottoposto ad una serie di esami cardiologici che avrebbero escluso problematiche cardiache, tant'è che l'uomo non ha necessitato di ulteriori esami ed è stato già dimesso.

Dal 21 febbraio scorso il contadino di Avetrana si trova nel carcere di Lecce per scontare una condanna per la soppressione del cadavere della nipote Sarah Scazzi. Per l'omicidio della giovane invece, scontano l'ergastolo in carcere a Taranto la moglie di Misseri, Cosima Serrano, e la figlia Sabrina.

Una vicenda contorta e sofferta

Fu lunghissima quell'estate del 2010. Un'estate che sembrò cominciare alla fine di agosto e che si protrasse per lunghi mesi, dopo la scomparsa della 15enne Sarah Scazzi, tra interminabili dirette televisive ed i macabri "pellegrinaggi" che coinvolsero chi voleva vedere in prima persona quella villetta della calda campagna tarantina nei pressi della quale telecamere e microfoni non si spegnevano mai.

Mesi, poi anni di interviste ed interrogatori, di congetture, di analisi scientifiche, di coinvolgimenti emotivi di chi quella storia continuava a seguirla accusando e scagionando prima l'uno poi l'altro dei protagonisti. La famiglia, quasi defilata, assorta in un silenzio surreale, gli zii, il rapporto coplicato tra cugine, un fidanzato conteso da più ragazze. Quindi iniziano i processi, ancora tra grida, strepiti e lacrime. Zio Michele che accusa, si autoaccusa, si difende, ma non riesce ad evitare l'ergastolo per la moglie e la figlia, così come deciso dalla Cassazione a febbraio scorso, che le vede "autrici materiali" dell'omicidio di Sarah. Per lui, invece, "solo" 8 anni per aver nascosto il cadavere della ragazzina in un pozzo in piena campagna.