La Corte Suprema russa, ha esaminato le istanze presentate dal Centro Amministrativo dei Testimoni di Geova del paese e rinvia una sentenza che potrebbe minacciare la libertà di pensiero dei propri cittadini.

I Testimoni di Geova in Russia, a causa di una definizione sulle attività estremiste pericolose per lo stato, modificata in modo più generico e, fino ad ora, mai chiarita, sono stati definiti dal Ministero di Giustizia "estremisti".

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Ora la più alta Corte del paese dovrà esprimere il suo giudizio in merito al vietare o no le attività di circa 170.000 membri delle oltre 2.300 congregazioni in Russia.

La preoccupazione degli esperti per i diritti umani

Mark Sanderson, presente all'udienza in rappresentanza del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, tramite il sito ufficiale jw.org, ha dichiarato: "È sconcertante che la Corte Suprema abbia negato e respinto la maggior parte delle richieste avanzate dal Centro Amministrativo.

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I rappresentanti di molte ambasciate e organizzazioni per i diritti umani erano presenti all’udienza. Il mondo sta osservando”.

Anche secondo gli esperti per i diritti umani delle Nazioni Unite, questa iniziativa da parte della Russia sarebbe "estremamente preoccupante". Gli stessi esperti aggiungono: "questo processo è una minaccia non solo ai Testimoni di Geova, ma alla libertà individuale in generale nella Federazione russa".

La risposta mondiale dei Testimoni di Geova

Sono oltre 8.000.000 i Testimoni di Geova che professano pubblicamente la propria fede. Secondo il sito ufficiale, la neutralità politica prende esempio dai cristiani del I secolo. Nonostante non partecipino alla politica e non ricoprano cariche politiche, non intralciano le elezioni dei rispettivi paesi e non cercano in alcun modo di fare campagne per ostacolare chi sceglie di votare.

Interessante la citazione dello stesso sito alla voce "CHI SIAMO" (consultabile in oltre 300 lingue) di uno studio dell’Accademia Nazionale ucraina delle Scienze. Questo studio realizzato nel 2001, citando gli anni della repressione sovietica, riporta riguardo ai Testimoni di Geova: "Rimasero cittadini rispettosi della legge. Lavoravano onestamente e altruisticamente nelle fattorie collettive e negli stabilimenti industriali e non costituirono una minaccia per il regime comunista".

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Per una questione di neutralità quindi rifiutano il servizio militare anche quando ritenuto obbligatorio per legge. Per esempio, in Italia, dagli anni dell'obbligo al servizio di leva fino alla riforma del servizio militare approvata nel 2000, i giovani Testimoni chiamati a rispettare la legge, preferivano l'arresto con pene detentive che in alcuni casi sfioravano i 2 anni di carcere militare. Oggi nella maggior parte dei paesi del mondo, come in Italia, viene riconosciuta l'obiezione di coscienza per chiunque.

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La risposta della comunità mondiale dei Testimoni di Geova a questo grave rischio per la libertà di pensiero in Russia è stata inviare lettere alla "vecchia maniera", niente email ma solo cartacee e individualmente a uno o tutti i funzionari degli organi competenti. Chissà se, gli oltre 160 milioni di chilogrammi di lettere previsti, verranno ignorati o contribuiranno a ristabilire i diritti fondamentali e inalienabili di ogni essere umano.

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