Sono scattate le manette per l'ex portavoce della famiglia Scazzi, Pantaleo Valentino Castriota, in quanto avrebbe truffato molte persone spacciandosi per sacerdote. Ad arrestare il sedicente prete sono stati i militari della Guardia di finanza di Bergamo, contestandogli i reati di millantato credito e circonvenzione di incapace. Gli investigatori hanno scoperto che Castriota non solo si fingeva sacerdote ma faceva credere alle vittime di avere conoscenze importanti. Tra i truffati anche un anziano che aveva perso figlia e nipote. La donna aveva dapprima ucciso la figlioletta e poi si era suicidata.

L'omicidio-suicidio aveva destabilizzato psicologicamente l'anziano e Castriota ne aveva approfittato.

Il finto prete sfruttava soggetti deboli

Pantaleo Valentino Castriota, portavoce dei familiari di Sarah Scazzi, ragazzina uccisa ad Avetrana, è stato arrestato nelle ultime ore, al termine di un lungo e complesso ciclo di indagini. L'arresto è stato eseguito su ordine del gip Federica Gaudino. Questa ha anche disposto l'obbligo di firma per un finanziere che, sfruttando la sua posizione, si sarebbe accaparrato di dati sensibili e riservati che poi avrebbe fornito al finto prete. I finanzieri hanno scoperto che Valentino Castriota era conosciuto come don Leo Scandenberg. La gente credeva che l'uomo fosse un sacerdote facoltoso e cadeva nella trappola.

Tra le vittime di Castriota anche un anziano che aveva perso figlia e nipote. La donna era moglie del nipote dell'ex ministro Calderoli. Certo che l'omicidio-suicidio fosse frutto di un complotto, l'anziano si era rivolto dapprima a una medium; poi, tramite questa, al finto prete.

Le frottole di don Leo Scandelberg

Don Leo Scandenberg, alias Valentino Castriota, una volta accortosi della fragilità psicologica dell'anziano che si era rivolto a lui, ha pensato di raggirarlo, facendogli credere che la morte della figlia e della nipote fosse frutto di un complotto di natura politica volto a nascondere 'il caso giudiziario'. Tutte frottole. L'anziano però aveva creduto all'ex portavoce della famiglia Scazzi, versandogli molto denaro per fronteggiare spese per accertamenti e spostamenti di presunti investigatori e magistrati.

In realtà, il denaro era stato intascato solo dal finto sacerdote. Una storia di truffe ai danni di persone ignare e psicologicamente deboli. Sembra che Pantaleo Valentino Castriota, alla vista dei finanzieri, abbia negato ogni addebito.