#Washington - Una nota dell’agenzia di intelligence americana dichiara la creazione del Korea Mission Center, un centro specifico che riunirebbe tutti gli agenti 007 per monitorare ed ostacolare l’avanzata della minaccia missilistica e nucleare rappresentata dalla #Corea del Nord di pyongyang.

Primo Mission Center per uno specifico paese

I mission center sono nati nel 2005, per iniziativa dell’allora presidente, John Brennan, che aveva deciso di ristrutturare la Cia dividendola in dieci unità, suddivise in diverse aree geografiche, tra cui una già operativa in Asia Orientale e nell’area del Pacifico, che si stavano già occupando della minaccia Pyongyang.

Per la prima volta con l’amministrazione Trump, si assiste alla creazione di un centro dedicato esclusivamente ad un unico Paese, alzando drammaticamente la tensione dei rapporti già tesi tra Washington e Corea. Il Corea Mission Center raggrupperà in unico nucleo gli agenti di tutta la agenzia per convogliare esperienze ed attenzione verso il regime di Kim Yong-un.Il direttore della Cia, Mike Pompeo, ha dichiarato che tale mossa permetterà di integrare e dirigere gli sforzi della agenzia contro la pesante minaccia coreana.

Il cambio di strategia di Washington e il nome del capo della task force

Secondo gli esperti si tratterebbe di un nuovo cambio di strategia da parte di Washington che alza la mira verso la Corea del Nord: un tentativo di velocizzare la situazione, cercando con questa provocazione di innescare la reazione di Kim Yong-un che potrebbe portare sviluppi imprevedibili, ma probabilmente ad una soluzione più rapida, mentre vanno avanti i contatti diplomatici.

Tra le varie agenzie di stampa internazionale circolano diversi nomi, ma dall’agenzia non giunge nessuna conferma per il momento. A capo della speciale task force, si sa solamente ci sarà un veterano 007.

La posizione dell'Europa

L'auspicio di tutti, Europa in primis, è che si possa evitare quello che sembra essere di nuovo, lo scenario di un imminente conflitto. Se infatti, dovesse esplodere la bomba, si aprirebbe uno scenario alquanto inquietante, dove gli uomini dell'US Army si troverebbero di fronte non a dei Mujaheddin Isis, bensì a miliziani e soldati addestrati, che credono nella loro causa e che vedono il dittatore Kim come una sorta di unico Dio.

Per il momento i tecnici di Bruxelles attendono l'evoluzione dei fatti, guardando con attenzione al quadro di alleanze e alle nuove mosse del tycoon.

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