A seguito delle numerose denunce pervenute nelle ultime settimane da parte di alcune famiglie di ragazzi che frequentano scuole di Milano e delle altre province lombarde, sarebbero stati aperti dalla Procura meneghina, per istigazione al suicidio senza indagati, una decina di fascicoli relativi a casi di suicidio e di autolesionismo di minori. Il procuratore Ciro Cascone ha avuto modo di affermare che ci sono 4 o 5 casi di cui si sta occupando, per il profilo civilistico, il Tribunale dei Minorenni, mentre per il profilo penale il tutto è rimesso alla Procura.

Ad oggi, però, non vi sono prove del fatto che i casi sotto esame possano fare parte del noto Blue Whale, il gioco sul web che spingerebbe le vittime fino al suicidio. Lo stesso Cascone ha voluto precisare che alcuni di quelli segnalati potrebbero essere dei falsi allarmi, ma tre o quattro di essi meritano una attenzione maggiore.

L’invito delle Forze dell’Ordine

Le Forze dell’Ordine invitano a non lanciare allarmi eccessivi e ingiustificati.

I carabinieri per bocca del comandante provinciale di Milano, Colonnello La Gala, fanno infatti sapere che è stata costituita una squadra di investigatori dedicata al caso per l’esame del fenomeno e l’identificazione dei soggetti coinvolti. Nel merito, i militari sollecitano tutti i genitori a segnalare situazioni anomale che possano ricadere nella fattispecie in esame. Il rituale esaminato e al quale prestare attenzione prevedrebbe che a disporre le regole del gioco siano i curatori di Blue Whale che, tramite la rete, danno ordini ai minori abituandoli al dolore, in una progressione che potrebbe indurre i ragazzi a gesti estremi.

I casi in esame e la sfida

A quanto emergerebbe dai casi sotto esame, gli avvenimenti segnalati sui quali ci si sta concentrando coinvolgono tre ragazze nate tra il 2002 e il 2004 e un adolescente di 12 anni. In questi casi, le vittime si sarebbero inflitte tagli sulle labbra, riferendo di un curatore che le avrebbe adescate in rete per poi ricevere le foto relative alle prove effettuate attraverso WhatsApp.

La sfida Balena Blu, nata in Russia, prevede un percorso di 50 giorni, durante i quali le vittime vengono invitate ad affrontare compiti di difficoltà crescente per arrivare all’ultimo giorno nel quale esse saranno invitate a effettuare il salto dal fabbricato più alto della città. Nei casi sotto esame in Lombardia, la polizia postale sta operando cercando di rintracciare gli account dei vari curatori e delle loro vittime, nella speranza di poterli fermare in tempo.

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