Università volano dello sviluppo sostenibile e, soprattutto, della cittadinanza globale nel mondo. Il tema principale dei lavori del G7 University, da ieri a oggi a Udine, con studiosi e docenti di fama mondiale, i massimi dirigenti accademici del gruppo dei sette, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Usa. Presenti i rappresentanti di centosettanta organizzazioni di diversi continenti, Europa, Asia e America, ottantuno atenei italiani, quindici esteri, undici enti di ricerca, sessantatré istituzioni pubbliche e organizzazioni private.

Complessivamente circa duecentocinquanta ospiti. Un evento preparatorio del G7 Scienza, programmato a settembre, sul futuro dell'Università, della formazione e dei ricercatori, del ruolo nella società e del finanziamento della ricerca. Due giorni di dibattito, la cui conclusione è prevista stasera, intorno ai temi della "Education for all", la dichiarazione Unesco obiettivo di tutti i Paesi impegnati nell'attivazione di politiche finalizzate alla distribuzione del sapere a tutti, senza eccezioni di sorta.

Presente Valeria Fedeli, ministro dell'Università, che in una nota apparsa sul sito del Miur spiega che "una crescita equa e inclusiva" può essere possibile solo con "sistemi educativi forti e moderni", che sappiano trasmettere ai giovani "l'importanza del loro sapere"

Quattro tavoli paralleli per un 'pensatoio mondiale'

Università e sviluppo economico, cultura e società, educazione e sostenibilità, cittadinanza globale, i quattro tavoli paralleli sui temi del G7.

Un vero e proprio "pensatoio mondiale" per il futuro delle nuove generazioni, per il diritto all'accesso all'istruzione terziaria, per la partecipazione alla vita sociale, economica e politica. Proprio in Italia, che per numero di laureati è notoriamente in ritardo rispetto agli altri Paesi. Oggi la discussione delle tesi finali dei singoli tavoli, in sessione plenaria. Si arriverà alla stesura del cosiddetto "Manifesto del G7 University", che sarà presentato pubblicamente, rivolto alle università e ai ministri di tutto il mondo, per dire cosa possono fare per costruire un futuro che sia effettivamente sostenibile.

Contestualmente, a Udine il festival italiano dei saperi e dell'alta formazione, denominato "Conoscenza in festa", alla terza edizione. Previsti incontri e una serie di eventi di in diversi luoghi della città friulana.

La mobilità degli studenti universitari

"Le università sono nate prima degli stati nazionali", hanno evidenziato i rettori della Crui, Conferenza dei rettori dell'Università italiana, in occasione della presentazione dell'iniziativa, a Roma.

Una sottolineatura sempre attuale, che pone l'accento sul ruolo dell'Università oggi, che va oltre la formazione, a tutte le latitudini. Il concetto di cittadinanza globale può svilupparsi in maniera efficace se si realizza pienamente anche la mobilità degli studenti universitari da un Paese all'altro, che non sempre è possibile, né attuabile né agevole. E bisogna tenere conto, in questo ragionamento, anche i dati relativi all'esclusione educativa, a tutti i livelli, che rappresentano una grave piaga per il mondo intero e, allo stesso tempo, una minaccia seria ai valori della democrazia, della partecipazione alla vita civile e politica.

Realtà ed eccellenze del sistema accademico italiano

Il nostro sistema accademico vanta eccellenze e realtà prestigiose. Recentemente Valeria Fedeli ha dichiarato che "L'Italia deve essere orgogliosa" per il piazzamento di quattro atenei italiani tra i primi duecento al mondo, secondo una delle classifiche internazionali più note, World University Rankings. Riferimento a Politecnico di Milano, Università di Bologna, Scuola superiore Sant'Anna di Pisa e della Scuola normale superiore. Un sistema che va valorizzato e sostenuto, anche continuando il percorso avviato con l'ultima Legge di Bilancio, che ha incrementato il fondo di finanziamento agli atenei, portandolo nuovamente a sette miliardi. Aumentate anche le risorse per il diritto allo studio.

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