Un'altra storia inquietante che coinvolge ragazzi poco più che adolescenti giunge dagli Stati Uniti, per la precisione dal Massachusetts, dove si sta svolgendo presso la corte giovanile di Taunton il processo a Michelle Carter, all'epoca dei fatti sedicenne. La ragazza dovrà rispondere dell'accusa di omicidio, per aver istigato al suicidio il suo allora fidanzato diciottenne Conrad Roy, bombardandolo letteralmente con messaggi macabri e insistenti.

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La ABC ha concesso la pubblicazione di alcuni di questi sms, di cui riportiamo la traduzione: "Devi solo farlo Conrad, più rimandi più questa cosa ti mangerà". "Sei pronto e preparato. Tutto quello che devi fare è accendere il generatore e sarai libero e felice. Non è più tempo di rimandi né di attese". E ancora: “Hai già preso la tua decisione, se non lo farai stasera te ne pentirai tutta la vita...".

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"I tuoi parenti saranno tristi solo per qualche tempo ma poi capiranno la tua scelta..."

Conrad morto per avvelenamento da monossido di carbonio

Pare che al momento del decesso Conrad Roy fosse proprio al telefono con Michelle che lo incitava a non uscire dal veicolo che si stava riempiendo di gas. Addirittura il ragazzo, forse in un momento di ripensamento, era uscito dalla macchina per respirare ma la Carter, che lo "assisteva" al telefono, l'avrebbe insistentemente incoraggiato a rientrare nell'abitacolo dove pochi minuti dopo Conrad ha trovato la morte.

Ad inchiodare la ragazza anche un messaggio inviato ad un'amica due mesi dopo la morte del fidanzato dove scriveva che avrebbe potuto salvarlo ma invece gli ha detto di tornare nella macchina.

Il caso fa discutere sotto molti aspetti

Soprattutto in questo periodo dove il disagio giovanile sta prendendo forme sempre più angoscianti e dove già da molti mesi si parla di Blue Whale, il gioco che avrebbe portato al suicidio molti adolescenti, anche la legislatura si sta scontrando con nuovi parametri da applicare.

Il caso di Michelle e Conrad è ancora più preoccupante in quanto l'azione psicologica per portare il ragazzo al tragico gesto, se confermate le responsabilità della ragazza, sarebbe stata elaborata e portata a termine da una persona di cui lui si fidava e a cui voleva bene. La difesa punta tutto sul fatto che Michelle si trovasse a 50 km di distanza e sta tentando di dimostrare che Roy fosse depresso e avesse già cercato su internet vari modi per suicidarsi e che, quindi, il triste epilogo non possa essere attribuito alla giovane fidanzata.

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Inoltre lo psichiatra Dr Peter Breggin ha certificato che Carter non può essere ritenuta responsabile in quanto era sotto trattamento con antidepressivi e quindi la sua mente non era in grado di capire l'impatto che i suoi messaggi avevano su Roy. D'altro canto l'accusa è determinata e lapidaria: "Ha usato Conrad come un burattino nel suo gioco malato di vita e di morte..."

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