Matteo Boe, 59 anni, ex primula rossa del banditismo sardo rilasciato il 25 giugno scorso dopo 25 di anni di reclusione, torna sotto la lente degli inquirenti, stavolta per il sequestro di Silvana Dall'Orto, rapita il 19 ottobre 1988 a Casalgrande (Reggio Emilia). La donna, moglie dell'industriale delle ceramiche, Giuseppe Zannoni, venne rilasciata dietro pagamento di un riscatto di circa 4 miliardi di lire, nel maggio 1989. Il nome di Boe (condannato per il rapimento di Farouk Kassam, Sara Nicoli e Giulio De Angelis) compare tra gli indagati insieme ad altri 15, tutti sardi tranne uno, piacentino.

Tra loro ci sarebbero anche 3 donne, come riporta Il Resto del Carlino.

Sequestro Dall'Orto, caso riaperto 29 anni dopo

Il caso Dall'Orto è riaperto 29 anni dopo, ma il nome dell'ex bandito di Lula era comparso già negli anni '90 tra le possibili personalità coinvolte nel sequestro. La Procura antimafia di Bologna ha disposto gli accertamenti necessari a individuare e classificare eventuali tracce di DNA e impronte digitali sui reperti (indumenti e oggetti dei sequestratori) che la stessa vittima aveva chiesto più volte di analizzare con le attuali tecniche d'indagine. Se saranno trovati elementi utili, si passerà alla fase successiva di comparazione con DNA e impronte degli indagati.

Sono 16 le persone al centro dell'inchiesta, tra cui l'ex super latitante Matteo Boe, che torna così a imprimere il suo nome nelle cronache nazionali dopo la notizia della scarcerazione.

Lo scorso 1 marzo la Dda aveva fissato un incidente probatorio, alla presenza dei difensori dei 16 indagati con l'ipotesi d'accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso. L'iscrizione al registro degli indagati è atto necessario allo svolgimento degli accertamenti tecnici sul materiale oggetto di esame.

Silvana Dall'Orto oggi ha 73 anni, e in sede di faccia a faccia con Matteo Boe in carcere, qualche anno dopo il rapimento, non lo riconobbe come uno dei suoi rapitori. Ma tutte le ipotesi restano aperte, e al vaglio degli inquirenti è anche la posizione dell'ex primula rossa, già protagonista di drammatici sequestri di persona per mano dell'Anonima Sarda, il più famoso quello di Farouk Kassam, il bimbo di 7 anni rapito a Porto Cervo nel 1992 a cui Boe tagliò l'orecchio.

Dopo il dramma del rapimento, la Dall'Orto finì al centro di un'inchiesta per tentata strage ed estorsione che le costò 9 giorni di detenzione con l'accusa di essere stata complice dei suoi sequestratori al fine di estorcere 1 miliardo di lire di riscatto al cognato, l'imprenditore Oscar Zannoni. Il processo portò alla sua assoluzione e al risarcimento per ingiusta detenzione.