"Nando Broglio è la persona che mi è rimasta più cara da allora": lo ricorda nel suo memoriale a distanza di molti anni, Franca Rampi, mamma di Alfredino. Alle ore 19 del 10 giugno 1981, suo figlio cadde in un pozzo artesiano vicino alla casa di campagna a Vermicino, alle porte di Roma, dove erano in vacanza. Nando Broglio era il vigile del fuoco che 36 anni fa, parlò per 36 ore di seguito con il piccolo intrappolato nel pozzo. Il pompiere, testimone e simbolo di una tragedia nazionale rimasta nella memoria collettiva, è morto ieri a 77 anni colpito da un infarto.
Era ricoverato in una casa di cura sulla Tiburtina a Guidonia, paese vicino a Roma, per un Alzheimer che l'aveva colpito da anni.
Con un megafono sempre in contatto con il bambino
Nella notte tra il 10 e l'11 giugno 1981, il vigile del fuoco Nando Broglio era in servizio al distaccamento Tuscolano di Roma quando giunse una chiamata dalla sala operativa. La squadra doveva dirigersi in via Sant'Ireneo, località Selvotta, frazione del comune di Frascati, lungo la via di Vermicino dove il piccolo Alfredino Rampi di sei anni, era caduto in un pozzo artesiano. Nel tragitto dalla casa di campagna dei genitori a quella della nonna, era rimasto intrappolato a 60 metri di profondità. Broglio, a cui il Corpo dei vigili del fuoco ha dedicato oggi un tweet alla memoria, arrivò sul posto con la squadra la mattina dell'11 per restarci fino alla morte di Alfredino.
Al bimbo parlò ininterrottamente per 36 ore attraverso un megafono e con un microfono calato al'interno del pozzo.
Morto il #vigiledelfuoco Nando Broglio: sostenne il piccolo Alfredino nel pozzo di #Vermicino parlandogli per oltre 24ore con un megafono pic.twitter.com/YtB4YRTJVR
— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) 29 giugno 2017
Una voce amica
Padre di 4 figli, Broglio che all'epoca dei fatti aveva 43 anni, cercò di rassicurare il bambino e distrarlo parlandogli dei suoi cartoni preferiti, Mazinga e Jeeg Robot, e cantandogli le sigle. Gli promise di portarlo a vedere la caserma e a fare un giro sul camion dei pompieri, mentre Alfredino era costretto in un buco di 30 centimetri. L'evento segnò la prima diretta televisiva no stop, fu contraddistinto dalla visita sul posto di un emozionato presidente della Repubblica, Sandro Pertini, e di centinaia di curiosi, tra vigili del fuoco e volontari al lavoro senza sosta.
Tutti i tentativi purtroppo fallirono. Una tragedia in bianco e nero rimasta nella memoria dell'Italia intera, come di Nando Broglio. Con professionalità e senso del dovere, ma anche con umana abnegazione, il pompiere cercò di salvare Alfredino. Proprio come se fosse stato uno dei suoi figli. In un'intervista all'Ansa del 2001 raccontò: "Gli parlavo come avrei parlato ai miei bambini quando avevano paura".
Il ricordo della mamma di Alfredino
Franca Rampi ricorda nel suo memoriale come quel dialogo di Broglio con suo figlio le salvò la vita. L'emotività e l'angoscia erano così forti in lei che non riusciva a parlare con il bambino. "Avevo costantemente il suo urlo dentro la testa". Mamma Franca racconta che se fosse stata da sola sull'orlo di quel pozzo a dover parlare con Alfredino, sarebbe impazzita.
Il pompiere "accarezzò" il bimbo con le sue parole per tre lunghissimi e drammatici giorni. Purtroppo però il piccolo precipitò ancora più in profondità, la sua voce divenne sempre più flebile fino a dissolversi. Il suo corpo fu recuperato solo dopo un mese. Per Broglio il ricordo di quei fatti rimase indelebile. La morte di Alfredino segnò la sua vita. La ricordava a distanza di anni ancora con commozione. Proprio come se avesse perso un figlio.