Si definiva "profeta di Dio", si atteggiava a santone, a capo spirituale, ma non si sa di che cosa. Di sicuro era leader indiscusso della manipolazione e del controllo perché un anno fa si è scoperto che teneva segregate nella sua abitazione 12 bambine, da lui abusate, violentate e soggiogate psicologicamente. Di queste, sei sorelle tra gli 8 e i 18 anni, gli erano state addirittura cedute dai genitori per pagare dei debiti, e una ha avuto due figli, frutto delle violenze sessuali subite. Ora l'impunità per Lee Donald Kaplan, 52 anni, è finita: arrestato lo scorso anno a giugno, con numerose accuse di violenza sessuale, è stato condannato da un tribunale della Pennsylvania.

Il "santone" scoperto grazie a una soffiata

La polizia è arrivata a Kaplan grazie a una soffiata dei vicini di casa, messi in guardia dalla presenza nell'abitazione dell'uomo a Feasterville in Pennsylvania di un numero cospicuo di ragazzine e anche di bambini molto piccoli d'età. Le autorità hanno ricevuto denunce sullo stato di salute e di sicurezza di chi abitava in quella casa. Nel vicinato ha destato sospetti e preoccupazione anche il fatto che le giovani che vivevano in quella casa non uscissero mai, non si vedevano quasi mai all'esterno, al limite a curare il giardino, e che non andassero a scuola. In effetti queste ragazzine vivevano segregate. Su tutte, Kaplan, che era il loro leader e predicatore, il loro "marito", aveva potere di vita e di morte.

Le ragazzine erano il suo giocattolo sessuale e le sue vittime. Dovevano vestire di blu e guai a uscire che il mondo le avrebbe "corrotte".

La verità emersa in aula

Ryan Hyde, avvocato difensore del presunto capo spirituale, ha sostenuto in aula che Kaplan fosse "sposato" con la figlia più anziana agli occhi di quella anomala famiglia, che fosse amato da tutte e che non abbia abusato delle più giovani. Anzi che le avesse generosamente aiutate e garantisse loro un futuro. Non è chiaro quale, dal momento che non andavano a scuola, non avevano vita sociale e non avevano mai ricevuto cure mediche. Al processo tutte hanno ammesso di avere avuto rapporti sessuali con il "santone" da cui erano soggiogate e che consideravano un marito.

Erano state minacciate: non potevano raccontare a nessuno quel che vivevano. Sono state date in affido e tentano il difficile recupero di una dimensione di vita "normale".

Guai in vista per i genitori delle sei sorelline

I genitori, Daniel e Savilla Stoltzfus, coppia amish, sono a loro volta incriminati e in attesa di sentenza per aver ceduto al "santone", in cambio di denaro, le sei ragazzine. In aula hanno sostenuto cose assurde: il padre ha detto che dopo aver fatto ricerche sul Web, credeva che cedere le figlie fosse legale. La moglie di essere a conoscenza del fatto che avessero rapporti sessuali con il "padre spirituale", ma credeva che avrebbe potuto essere una "cosa buona" perché considerava Kaplan una figura autorevole, che insegnava la via della vita e sempre seguendo la "guida di Dio". Anzi riteneva che Kaplan si unisse alle figlie perché indicato in sonno direttamente dal divino.