Sono passati quasi 28 anni da quando, il 18 novembre 1989, il calciatore del Cosenza, Donato Bergamini, perse la vita, falciato da un camion sulla statale 106 Jonica in Calabria, all’altezza del paese di Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza. I familiari di Bergamini, assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo (lo stesso di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi), non hanno mai creduto alla versione dell’incidente, e meno che mai a quella del suicidio. Ora, a poco più di quindici giorni dalla riesumazione della sua salma, le indagini della procura di Castrovillari sembrano giunte a una svolta: messa da parte l’ipotesi del suicidio, gli inquirenti ora indagano formalmente per omicidio l’ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, e il camionista Raffaele Pisano, che passò con la ruota del suo camion sul corpo del giovane.

I nuovi particolari del caso

Un destino veramente avverso quello che ha colpito il giocatore del Cosenza Calcio, Donato Bergamini, detto Denis. Il calciatore, nato ad Argenta, in provincia di Ferrara, il 18 settembre 1962, aveva appena 27 anni quando finì misteriosamente stritolato da un tir in uno dei punti più angusti e pericolosi della superstrada che percorre tutta la costa jonica della Calabria. La riesumazione del suo corpo, avvenuta verso la metà di luglio, ha fatto emergere nuovi particolari ritenuti fondamentali per la soluzione del caso. Gli inquirenti hanno potuto finalmente escludere le ipotesi suicidio e incidente, per puntare dritti sull’indagine per omicidio.

Indagati per omicidio l’ex fidanzata e il camionista

A finire nel registro degli indagati (non è la prima volta) sono stati l’ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, e l’autista del camion, Raffaele Pisano, che passò sopra al corpo (forse già inerme) del giovane atleta. Una delle ipotesi investigative sul tavolo è quella del delitto passionale, della vendetta d’onore, consumatosi perché il giocatore del Cosenza avrebbe rifiutato di sposare la ragazza, rimasta incinta all’età di 16 anni.

Le dichiarazioni di Anselmo a Radio Cusano Campus

In questo senso vanno anche le riflessioni fatte dall’avvocato della famiglia Bergamini, Fabio Anselmo, alla trasmissione ‘La storia oscura’, curata da Fabio Camillacci su Radio Cusano Campus.

“Dopo la riesumazione - ha rivelato Anselmo - la salma di Denis ha già iniziato a parlarci, perché il corpo nonostante siano passati 28 anni è in buone condizioni. Abbiamo avuto conferme sul fatto che sicuramente non si trattò di un incidente o di un suicidio: Denis Bergamini fu ucciso e chi lo uccise simulò un incidente stradale”.

Parole inequivocabili, a cui l’avvocato aggiunge altri particolari. Conferma che gli esami autoptici sui resti sono ancora in corso e denuncia le “logiche inquietanti” addensatesi intorno al caso bergamini. Secondo Anselmo l’integrità del corpo di Denis, ad esclusione della zona del bacino “devastata”, dimostrerebbe la volontà di ucciderlo perché “il corpo è stato sormontato lentamente dal camion e poi è stata fatta evidentemente una manovra di leggera sterzata sopra il bacino e successivamente il camion è arretrato”. E Bergamini, probabilmente, in quel momento era già morto o agonizzante.