Il confronto nelle acque cinesi è cominciato con la risposta vigorosa della Cina all'invasione USA del 2 luglio, quando il cacciatorpediniere statunitense USS Stethem è stato sorpreso a navigare nei pressi del Mar Cinese Meridionale. Provocazione bella e buona, per Pechino, che non ha esitato a definire la manovra azzardata e "una provocazione che potrebbe ledere i rapporti tra le due potenze".

Usa, operazione 'libertà di navigazione'

In risposta all'invasione di territorio Usa, la Cina ha dunque spedito ben tre navi da guerra e un Jet da combattimento J-11b, come ha riportato il South China Post.

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Prova di forza che dovrebbe quantomeno fermare la spavalderia di Washington e mettere un freno alle azioni spesso sconsiderate dell'amministrazione Trump, che non molto tempo fa aveva già dato prova dell'operazione definita dal Pentagono "Libertà di navigazione".

L'esercito statunitense ha dunque replicato dopo l'entrata nel Mar della Cina di fine maggio; la seconda, appunto, da quando il presidente Donald Trump è in carica. Anche nella prima occasione, una nave da guerra americana ha navigato a circa 12 miglia da Mischief Reef, che fa parte delle isole contese dalla Cina.

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Tensioni in vista del G20 tra Cina e Usa

Tutto ciò inasprisce ulteriormente i rapporti tra le due potenze Cina e Usa, e complica anche le cose in vista dell'incontro di Donald Trump con il presidente cinese Xi Jinping, in occasione del g20 ad Amburgo. Cina che infatti non ha esitato a dichiarare che con questa mossa gli Usa "hanno danneggiato seriamente la fiducia della Cina, e al contempo sabotato le relazioni militari mettendo a rischio a sicurezza degli ufficiali in prima linea, oltre ad avere agito in modo imprudente minando la pace nella regione".

Piuttosto aspri anche i commenti del presidente cinese Xi Jinping, il quale non ha esitato a definire la manovra Usa "una provocazione politica molto grave", sollecitando di conseguenza gli Stati Uniti affinché fermino il prima possibile queste operazioni militari che "non solo violano la sovranità della Cina,ma minacciano la sua sicurezza politica".

Pechino: prenderemo le 'misure necessarie'

A fronte di quanto incidente, pertanto, la Cina fa sapere che prenderà tutte le misure necessarie per mettere al sicuro la propria sovranità e salvaguardare la propria sicurezza, come ha dichiarato il ministro degli esteri Cinese.

Mar della Cina che continua a suscitare preoccupazioni per entrambi le potenze, dunque, e che in precedenza aveva visto il Pentagono accusare la Cina di aver costruito basi militari nelle isole presenti in quelle acque. Lo testimoniano, secondo Washington, le immagini riprese dai satelliti, che mostrano costruzioni militari e radar proprio sulle isole Spratly, nel Mar Cinese Meridionale.

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