Oggi, 11 luglio, sono state 18 le richieste di intervento aereo e nel Gargano sono intervenuti i Canadair per spegnere le fiamme che sono alimentate dal forte vento. Preoccupa la situazione sopra al Vesuvio: la situazione è difficile e c'è un fronte di fuoco lungo 2 km. In Sicilia ora le fiamme sono sotto controllo, prima avevano assediato la città di Messina. Sono ingenti i danni, si parla infatti di duemila ettari di uliveti e vigneti distrutti dal fuoco ed ettari di pinete incendiati.

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C'è la mano dell'uomo dietro agli incendi

"L'autocombustione non esiste e abbiamo la certezza che dietro a questi incendi c'è la mano dell'uomo che causa danni irreparabili e rischi incalcolabili" è la denuncia di Renato Accorinti, sindaco di Messina. La città è circondata dall'inferno di fuoco che ha già distrutto circa duemila ettari tra boschi e vigneti e chiederà lo stato di calamità. Roghi diffusi anche di fianco all'autostrada. Soltanto in nottata è stata riaperta la Palermo-Catania, chiusa ieri tra Caltanissetta ed Enna in entrambi i sensi di marcia.

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Sicilia messa in ginocchio dalle fiamme

Caos anche sulle linee ferroviarie. Ancora sospesa la circolazione sui treni ad Enna sulla linea Catania-Palermo, perché il calore ha danneggiato alcuni binari. In Sicilia gli esperti stimano i danni causati dagli incendi nelle ultime 48 ore in centinaia di migliaia di euro. C'è il rischio concreto che nei mesi invernali possa esserci il dissesto idrogeologico.

A Messina sono state danneggiate le centraline elettriche dell'Università della zona Annunziata e le attività didattiche riprenderanno nei prossimi giorni. Ci sono anche due persone ferite, tra cui anche una donna incinta. Secondo la Coldiretti, in Sicilia è il disastro ambientale più grave negli ultimi anni. Nonostante la situazione stia lentamente migliorando nel messinese, in mattinata sono state almeno una ventina gli interventi da parte degli operatori.

Vesuvio in fiamme

Al Sud non brucia soltanto la Sicilia. Situazioni critiche anche in Campania, Basilicata e Puglia. Preoccupano i diversi focolai attivi, anche questi probabilmente di origine dolosa, sul Vesuvio tra le zone di Ottaviano, Ercolano e Torre del Greco. Un fronte di fuoco di due km e un'intera popolosissima parte della provincia napoletana in apprensione. E oggi le fiamme che avvolgono il Vesuvio hanno creato un inquietante "effetto eruzione", come le foto scattate nel '44 dai soldati americani.

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Tant'è che alcune zone di Torre del Greco e di Ercolano, sono stata sgombrate in via precauzionale.

Non va meglio a Taranto, dove gli incendi avrebbero distrutto in queste ore 2/3 delle oasi protette del WWF, una delle aree più ricche dal punto di vista della biodiversità e della avifauna. Diversi roghi anche sul Gargano. Incendi quadruplicati anche nella capitale denunciati dalla sindaca Raggi. Intanto dal nord sono in arrivo Vigili del fuoco di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

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