L'Italia continua a bruciare: macchia mediterranea e boschi in fumo, e un senso di impotenza misto a frustrazione aleggia tra gli addetti ai lavori per non essere riusciti a evitare questo scempio ambientale. Qualcosa però inizia a muoversi, nel corso delle indagini, un altro individuo è stato fermato dalle forze di polizia, ora è al vaglio degli inquirenti. Nella stessa giornata è stato arrestato un 22 enne sorpreso con dei fazzoletti di carta e un accendino. Le forze dell'ordine stanno valutando se i presunti incendiari sono connessi a una vera organizzazione criminale.
Lo stesso presidente Mattarella, in concomitanza al trentennale dall'alluvione in Valtellina, ha voluto ricordare che la maggior parte degli incendi sono il risultato di azioni di delinquenti da punire con grande severità e forte determinazione.
Governo: inasprire le pene per i piromani
Il governo ha delineato una correzione di modifica al decreto per il Mezzogiorno per l'inasprimento delle pene contro i piromani e gli incendiari. L'emendamento è stato confermato dalla relatrice al provvedimento Simona Vicari. Le statistiche sono allarmanti: dall'inizio dell'anno ad oggi la macchina contro gli incendi ha dovuto operare per ben 955 volte, 325 solamente nella settimana tra il 10 e 17 luglio. Ciò che che è mancato nel 2017 è un piano di prevenzione, sia a livello di finanziamenti che di educazione civica, con particolare riferimento alla pulizia del sottobosco e sterpaglie nelle campagne, fino all'attività di vigilanza.
Castel Fusano: fuoco non ancora domato
Continua il lavoro di spegnimento dell'incendio nella pineta di castel fusano. Il fumo fin dalle prime ore del mattino ha coperto il cielo di Ostia. Un elicottero e un canadair hanno ripreso senza sosta a operare nel litorale laziale. Ancora una volta, la Colombo, la sola corsia centrale, è stata nuovamente chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia. Chiusa anche la via Plinio con rallentamenti tra via Malafese e via Ermanno. Intanto, è stato arresto un secondo piromane, si tratta di un uomo di 63 anni, fermato nel pomeriggio di mercoledì 19 luglio, reo di aver appiccato del fuoco presso la pineta di Castel Fusano. L'individuo, noto alle forze dell'ordine aveva a suo carico altri precedenti penali.
Il 63 enne verrà ascoltato dai carabinieri per tentato incendio boschivo. Per quanto riguarda lo scenario della pineta, il paesaggio è apparso da subito desolante e spettrale. Nel frattempo, impazza la polemica riguardo la tempistica degli organi competenti. Dal 1996, la pineta di Castel Fusano è sotto competenza del comune di Roma. Secondo alcuni esponenti dei Verdi, nel litorale sono disponibili solamente due autobotti, senza dimenticare l'incuria e rifiuti di ogni genere. Un disastro annunciato che deve far riflettere. Quel che conta, però, che mezza Italia brucia; il vero perdente, l'uomo è la sua cattiveria.