Una donna affetta da tumore alle ovaie che ha usato il talco per anni ha vinto la causa intentata contro la Johnson & Johnson. Secondo una giuria di Los Angeles la patologia tumorale che ha colpito la donna americana le sarebbe derivata dall'utilizzo di questo prodotto commercializzato dalla società, che è stata condannata a versarle a titolo di risarcimento 417 milioni di dollari. Intanto la Johnson & Johnson ha già fatto sapere che presenterà ricorso.
Johnson & Johnson e le condanne per il borotalco
D'altronde non è la prima volta che viene intentata una causa legale contro l'azienda produttrice del borotalco.
Già nel febbraio del 2016 infatti sempre la Johnson & Johnson fu condannata da una giuria di St.Louis a un risarcimento pari a 72 milioni di dollari richiesti da una donna che aveva sviluppato il cancro alle ovaie dopo aver utilizzato per molti anni il talco prodotto dalla società. Lo scorso maggio si è ripetuta la stessa scena. Una giuria del Missouri ha condannato l'azienda a pagare 110 milioni di dollari sempre per lo stesso motivo. Ma è realmente fondata l'accusa nei confronti dell'azienda? E soprattutto il borotalco è veramente cancerogeno?
Bototalco e rischio tumori
In particolare la tesi difensiva dell'azienda è che il talco sia sicuro e dunque non comporterebbe alcun rischio di sviluppare una patologia tumorale.
Questo perché la società argomenta che il talco non è altro che un minerale naturale costituito da elementi quali ossigeno, idrogeno, magnesio e silicone. Pertanto il suo impiego come assorbente naturale per la pelle va considerato privo di rischi. Il prodotto essendo commercalizato come un cosmetico, non viene passato al vaglio della food and drug administration, che è l'ente americano che si occupa della sicurezza dei farmaci. In ogni caso è previsto che l'etichetta del prodotto debba contenere le informazioni necessarie per orientare i consumatori.
L'American Cancer society invece sostiene che il talco nella sua forma naturale può contenere l'amianto, noto cancerogeno, tuttavia è dagli anni '70 che questa sostanza non è più presente nel prodotto, per cui una relazione causale tra il talco e lo sviluppo di una patologia tumorale senza l'amianto si fa sicuramente più problematica.
Uno studio condotto invece dalla Iarc, l'Agenzia internazionale per lo studio sul cancro, ha classificato il talco come potenzialmente cancerogeno in quanto non vi è certezza circa la sua cancerogenicità. Tuttavia le donne che lo hanno utilizzato abitualmente per anni sui genitali hanno aumentato il rischio di sviluppare un tumore alle ovaie. Insomma prove inconfutabili che questo prodotto possa provocare il cancro allo stato attuale non ve ne sono.