La tensione non si è affatto allentata, anzi. Poche ore fa, Kim Jong-un si è recato per un'ispezione al comando della forza armata strategica di Pyongyang, allo scopo di supervisionare le unità missilistiche. A questa visita hanno fatto seguito alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa nordcoreana, che non sono risultate affatto pacifiche, poiché il dittatore non ha per nulla rivisto la sua posizione in merito ad un ipotetico attacco agli Stati Uniti.

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Kim: "attacco agli Usa? In qualsiasi momento"

Per il leader nordcoreano sarebbe possibile attaccare gli Usa da un momento all'altro. "Le forze armate di Pyongyang sono pronte a lanciare i missili in qualsiasi momento", ha dichiarato Kim Jong-un, il quale ora sta giocando sul filo di una strategia meno avventata, dichiarando alla stampa di volere "osservare ancora un po' lo sciocco comportamento degli americani" prima di colpire.

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Parole tutt'altro che distensive, seguite da un ennesimo ultimatum a Trump, riportato dall'agenzia Kcna, nel quale si specifica che "è compito dell'America disinnescare la crisi", aggiungendo che "gli USA dovranno fare delle scelte adeguate finché sono ancora in tempo", se vogliono evitare la guerra con la Corea del Nord. In particolare nel comunicato si legge che gli Stati Uniti dovranno rimediare alle numerose provocazioni perpetrate nei confronti dello Stato nordcoreano, riferendosi soprattutto "all'introduzione di enormi attrezzature strategiche nucleari dislocate nei pressi della penisola".

La reazione statunitense

Alle dure affermazioni del leader Kim Jong-un hanno fatto seguito quelle del segretario alla Difesa statunitense, Jim Mattis, il quale, in sintesi, ha dichiarato che qualsiasi attacco da parte della Nord Corea porterebbe inevitabilmente alla guerra tra i due Stati. Proseguendo nelle sue esternazioni, il politico americano ha sottolineato che l'America non ha nulla da temere, specificando che qualsiasi missile nordcoreano diretto verso il suolo americano, verrebbe prontamente eliminato dalla potenza militare Usa.

Secondo quanto riferito da Mattis, i sistemi di rilevamento missilistico che possiedono gli Stati Uniti possono rapidamente intercettare il lancio di un missile puntato verso gli States. In merito ad un eventuale attacco a Guam, il segretario alla Difesa ha detto: "se un missile viene considerato diretto sull'isola, lo faremo fuori".

Da Seul un invito alla pace

Nelle ultime ore è intervenuta anche la Corea del Sud, che ha invitato oggi più che mai Washington a porre fine alle ostilità.

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"Non ci deve essere più guerra nella penisola coreana", ha dichiarato il presidente sudcoreano Moon Jae-in, il quale si è impegnato molto durante il vertice di Seul per trovare alcuni punti di accordo con il capo della Difesa Usa al Pentagono, affinché venga scongiurata qualsiasi ipotesi di guerra tra Corea del Nord e States. Il leader politico si è anche detto certo che l'America saprà fronteggiare la situazione attuale "con calma e responsabilità".

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