Ancora minacce contro l'Italia da parte di presunti sostenitori dell'Isis, attraverso un canale Telegram, ritenuto vicino allo Stato Islamico. Il primo allarme in tal senso era partito immediatamente dopo la strage di Barcellona ed il livello di alllerta resta altissimo soprattutto dopo i nuovi fatti di Bruxelles.

Devi combatterli!

"Devi combatterli" è la scritta riportata su una delle immagini condivise nel canale, nel quale è ritratto un militante dell'Isis con una mannaia nascosta dietro le spalle e una città sullo sfondo.

Non è, però, un'immagine nuova tra quelle utilizzate in questi anni dalla propaganda jihadista, è infatti già comparsa in numerosi video realizzati dai sostenitori del sedicente califfato. La città, ad onor del vero, sembra essere New York, ma i jihadisti hanno sovrapposto sull'immagine la scritta "Italia". Sempre nelle ultime ore il Site, il portale che si occupa di monitorare l'estremismo islamista sul web, aveva messo in evidenza un'inquietante minaccia, condivisa sempre attraverso Telegram; in cui viene ordinato ai cosiddetti lupi solitari di colpire determinati Stati come l'Italia e la Danimarca, e di attaccarli con tir o camion per colpire direttamente la popolazione.

La risposta del governo alle minacce

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha lanciato un chiaro messaggio in proposito, invitando alla calma. Non è infatti il caso dar luogo al panico per qualunque minaccia che possa passare via web, tra l'altro non è nemmeno la prima volta. Allo stesso modo però il premier si dice "consapevole che nessuno, nemmeno l'Italia, è al sicuro in questa delicata situazione internazionale".

Pertanto, dopo gli attacchi dei giorni scorsi, la sicurezza è stata implementata in tutti i luoghi 'sensibili' ed in molte città italiane sono comparse barriere di protezione sulle strade pedonali più affollate. Tra le paure manifestate in questi mesi, c'è quella che lo Stato Islamico possa rispondere con il terrorismo alle sconfitte militari subite in Iraq e Siria. In tal senso, un obiettivo sensibile è certamente San Pietro, centro mondiale della cristianità.

Le misure di sicurezza in Vaticano, comunque, sono molto alte. Alla fine la difficoltà nel prevenire gli attentati che hanno insaguinato il suolo europeo sta proprio dell'imprevedibilità. I terroristi hanno colpito luoghi affollatti, in certi casi hanno scelto siti simbolici, ma finora non si sono indirizzati verso aree che, per la propria natura, sono già sotto stretta sorveglianza. La difficoltà nel combattere la ferocia jihadista è proprio questa, nessun luogo può considerarsi sicuro al 100 per 100, a meno di trasformare ogni città del continente in un enorme bunker.

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