Il giovane diciannovenne della Costa d’Avorio, uno dei tanti migranti irregolari e senza fissa dimora, non andrà in carcere perché ha problemi psichiatrici. Stando a quanto riportato dall'edizione odierna de "Il Tirreno", il gip di siena ha accordato alla difesa una perizia psichiatrica, nonostante sia chiaro che l’africano abbia problemi mentali. Il suo legale, avvocato Manfredi Biotti, ha fatto presente che il giovane era già stato ricoverato in ospedale il 16 dicembre 2016 con la diagnosi di disturbo delirante.
Accusato di tentato omicidio e ricoverato in psichiatria
Roberta Malvasi, il giudice per le indagini preliminari di Siena, ha convalidato l'arresto del migrante per tentato omicidio, ma allo stesso tempo ha disposto che non venga incarcerato, ma ricoverato all'ospedale della città toscana nel reparto psichiatrico. Alcuni giorni fa, sulla linea Monteriggioni-Siena, il giovane aveva accoltellato l'autista perché era stato sorpreso senza biglietto: i carabinieri erano riusciti a fermarlo solo dopo avergli sparato alle gambe. Il ragazzo aveva assalito anche i militari, dando in escandescenze in modo molto pericoloso.
Il giudice ha accolto subito la richiesta di una perizia psichiatrica, sia per la modalità dell’aggressione - evidentemente opera di uno squilibrato - sia perché l'avvocato difensore ha insistito sul precedente ricovero.
Migrante allontanato anche dalle cooperative
Il migrante irregolare e senza fissa dimora, in passato è stato allontanato anche dalle cooperative di accoglienza nelle quali era stato ospitato. In base alla documentazione prodotta dall'avvocato difensore Manfredi Biotti, si è appreso che il direttore della cooperativa aveva inviato una lettera alla prefettura di Siena richiedendo il rimpatrio assistito dell'immigrato irregolare. Anche ieri il giovane, già in possesso del foglio di via obbligatorio mai utilizzato, ha risposto all'interrogatorio in maniera frammentaria, ripetendo solamente di voler tornare in Costa d’Avorio.
Il 19 luglio scorso l’ivoriano - stando a quanto afferma il suo legale - si sarebbe presentato in questura con il decreto di espulsione, ma nessuno lo avrebbe eseguito.
Si tratta di un’affermazione molto misteriosa e contraddittoria che andrà necessariamente verificata.
Emergenza migranti in Libia
Intanto è partita la missione italiana in Libia per contrastare l'invasione degli scafisti. L’obiettivo è quello di individuare e distruggere le imbarcazioni, rispondendo al fuoco qualora i trafficanti di clandestini dovessero sparare. Il problema sarà nello stabilire dove dovranno essere trasportati i profughi recuperati, soprattutto qualora fossero intercettati in acque territoriali italiane. Saranno rimpatriati o verranno accolti in Italia?