Per molti è l'unico paese a non essere ancora stato colpito dalla calamità islamica, ma proprio per questo dopo la strage di Barcellona si teme più che mai che il Belpaese sia il prossimo obiettivo dell'Isis. L'allarme questa volta lo lanciano i servizi segreti italiani, secondo i quali l'Italia "potrebbe cadere nella morsa dei cosiddetti lupi solitari": ovvero cellule organizzate in grado di architettare orribili attentati, che in gergo vengono definiti "terrorismo atomizzato".

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Intelligence allerta: le 'misure preventive'

Pertanto, nonostante non vi siano ancora indizi certi su un ipotetico attacco terroristico, c'è però un clima di allerta generale da parte dei servizi di sicurezza italiani. La minaccia, infatti, resta piuttosto estesa, e il rischio che l'Isis colpisca, non è pura fantasia. A confortare, tuttavia, la dichiarazioni di uno dei dirigenti dei servizi di sicurezza, il quale non nasconde lo stato di allerta generale, ma allo stesso tempo sottolinea che "non vi sono segnali precisi in merito ad un attentato, ma solo alcune segnalazioni che provengono dall'intelligence di altri Paesi, che tuttavia non hanno destato particolare preoccupazione".

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In tal senso, i servizi di sicurezza si stanno muovendo al fine di garantire maggiori controlli nelle città ritenute più a rischio. Sono già in atto, infatti, alcune "misure preventive" atte a ridurre il verificarsi di stragi come quella di Barcellona e "barriere anti-sfondamento per salvaguardare i cittadini", evitando il rischio di automezzi lanciati sulla folla.

Le rassicurazioni di Minniti

Dello stesso avviso, anche il ministro minniti, che si è esposto in tal senso rassicurando il popolo italiano in particolare durante il Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi a Ferragosto.

Secondo le dichiarazioni del ministro, infatti, "è stata esaminata attentamente la situazione dell'ordine pubblico, che si è rivelata piuttosto tranquilla. Rassicuranti anche le dichiarazioni del Ministro per ciò che riguarda la sicurezza. Dati recenti mostrano infatti una notevole diminuzione di furti e rapine, nonché degli "omicidi riconducibili alla criminalità organizzata".

Per ciò che concerne direttamente il terrorismo, poi, la situazione è totalmente sotto controllo.

Minniti infatti fa sapere infatti che negli ultimi mesi sono state circa 67, le espulsioni di elementi ritenuti "pericolosi in chiave attentato". Un lavoro complesso delle forze armate, che come rivela il ministro, "sono ormai in grado di integrarsi totalmente con il sistema di sicurezza nazionale".

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