Arezzo, una città medievale situata in collina tra il verde della bellissima Toscana. Tranquilla cittadina, apparentemente, circondata da tanta natura, Arte antica e contemporanea.

Arezzo, questione di muri

Protetta inoltre dalle mura cittadine, vanta orgogliosa i quattro quartieri che le difendono con i loro bastioni. Sebbene sia la regione ideale che dà libero sfogo all'arte e alla cultura, oggi come oggi ci troviamo di fronte a un caso in cui la cultura stessa viene letteralmente "distrutta" per far posto ad altro.

Il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha ribadito più volte la sua intenzione di voler abbattere il Muro che divide il parcheggio di via Garibaldi con il parcheggio Cadorna, ex caserma militare.

"Non sarà un'opera d'arte a fermarci", ha sottolineato.

Il muro, che ospita le opere d'arte di Eron e Moneyless, è un vero e proprio murales dal valore simbolico inestimabile e ha valorizzato sino ad oggi un angolo buio della città.

Queste opere d'arte rientrano in un progetto culturale e artistico più grande chiamato Icastica, svoltosi per l'ultima volta ad Arezzo nel 2015, casualmente nello stesso momento in cui è stato eletto il sindaco Ghinelli (16/6/15).

Il motivo è che dopo più di 15 anni, il parcheggio Baldaccio torna alla gestione del Comune di Arezzo per un totale di 802 posti auto e 60 box. Sarà Atam Arezzo (società di trasporti) che lo gestirà a nome del Comune dall' 1 ottobre. Il Sindaco ha così chiuso l'accordo con Imprepark, ultimo gestore del parcheggio dopo il passaggio da Impregilo.

Più domande sorgono spontanee:

Perchè abbattere un muro decorato per valorizzare la città in cui artisti dal calibro internazionale hanno investito il loro tempo e il loro genio? Quanto sarà il valore che verrà ridato in cambio ai cittadini? Ci saranno più tasse per la realizzazione del progetto o magari il fine sarà la vendita o l'usufrutto a privati che ne trarranno vantaggio a discapito dei cittadini?

Ci sono molteplici fattori da considerare quando parliamo di eliminare l'arte per fare spazio a qualsivoglia progetto.

L'arte ci fa sentire vivi e, se valorizzata nel giusto modo, può essere anche fonte di guadagno per la comunità. I nostri amministratori dovrebbero capirlo e agire di conseguenza. In un periodo di crisi, non basta realizzare due negozi in più e una semplice piazzetta verde per creare delle grandi città. Siamo in Toscana, di verde ce n'è abbastanza. Conserviamo e investiamo sull'arte, la stessa della famiglia de' Medici, Mecenate, Vasari e Guido Monaco.