Corea del Nord: le sanzioni ricevute dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu relative al lancio del missile balistico intermedio, avvenuto venerdì scorso, sembrano non intimorire affatto il dittatore Kim Jong-un. Quest’ultimo, con l’ausilio del suo esercito, sottolinea come simili iniziative non facciano altro che alimentare la spinta del Paese verso la realizzazione di una vera e propria potenza nucleare. Spavalderia e nessun timore: con questi termini potremmo definire l’atteggiamento dimostrato dai massimi esponenti della Corea dei Nord che, alla luce dei fatti, non sembrano affatto intenzionati a mettere da parte le loro intenzioni belliche.

Cresce la tensione fra Corea del Nord e Stati Uniti

La fase finale è sempre più vicina, almeno secondo quanto dichiarato dal ministero della difesa di Seul, il quale ritiene che la Corea del Nord sia ormai giunta alla conclusione del progetto di sviluppo del missile balistico intercontinentale Icbm. A tale riguardo, lo stesso parlamento della Corea del Sud si esprime circa il lancio avvenuto lo scorso venerdì, 15 settembre, quando da Pyongyang un missile ha impattato nell’Oceano Pacifico, dopo aver sorvolato il Giappone, con una traiettoria pari a circa 3700 chilometri. Intanto, il Presidente Donald Trump e gli Stati Uniti non restano a guardare, dando il via alle manovre di schieramento riguardanti le loro portaerei.

Secondo quanto si è avuto modo di apprendere nelle ultime ore, gli USA parrebbero intenzionati ad inviare un gruppo d’attacco in prossimità dei confini coreani, con l’obiettivo di perfezionare una serie di manovre navali in collaborazione con la marina di Seul. Tuttavia il Ministero della Difesa non intende in alcun modo diffondere il nominativo dell’unità americana.

Nello specifico, secondo l’agenzia Yonhap, gli Stati Uniti dovrebbero mettersi all’opera con i superjet B-1B: l’iniziativa sarebbe da intendersi come una sorta di monito verso Pyongyang.

Una vera e propria partita a scacchi, dove ogni giocatore studia la propria strategia e posiziona attentamente le pedine. La paura che questa escalation di reciproche minacce possa condurre ad un punto di non ritorno è tanto concreta quanto attuale. Stati Uniti e Corea del Nord, nelle persone di Donald Trump e Kim Jong-un, non intendono fare marcia indietro, rispondendo colpo su colpo a frasi dette ed intenzioni palesate.