Ormai, le minacce e le provocazioni fra il tycoon Trump e il dittatore nordcoreano sono al centro dell'attenzione di tutti e destano molta apprensione. Per il presidente, Vladimir Putin, i problemi devono essere affrontati "a tavolino", attraverso il dialogo per scongiurare la possibilità di una guerra, ma, al contempo, ammette che la situazione nordcoreana si è aggravata ulteriormente e, dunque, da un momento all'altro può scoppiare un conflitto che potrebbe veder coinvolti numerosi stati.
Puntualizza - ancora - che lo Stato russo, in collaborazione con la Cina, ha ipotizzato e progettato un accordo per affievolire le tensioni e proclamare una lunga fase di pace e sicurezza.
Dal canto suo, la Corea del Nord si dice pronta a compiere l'ennesimo test nucleare, il sesto.
E la Corea del Sud?
Dunque, da quanto si evince dalle parole pronunciate dal ministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-Suk, c'è la concreta possibilità di assistere ad altre numerose provocazioni strategiche che includono sia il lancio di nuovi missili balistici sia il sesto test nucleare.
A proposito del missile Hwansong-12 - missile balistico di medio raggio - lanciato il 29 agosto scorso e che ha sorvolato parte del Giappone prima di cadere in mare dopo aver seguito una traiettoria di circa 2700 chilometri a metà gittata, provocando la reazione giapponese, un portavoce del ministero degli Esteri ha fatto osservare che ciò è solo un preludio dell'attacco contro Guam e, pertanto, costituisce un "antipasto" delle risposte alle operazioni congiunte tra Seul e Washington.
Cosa fanno gli Stati Uniti?
Nel frattempo, gli Stati Uniti non restano fermi a guardare. Anzi, dal ministero della Difesa della penisola sudcoreana si rende noto che bombardieri e aerei da caccia statunitensi, in stretta collaborazione con i jet militari sudcoreani, hanno svolto un'esercitazione sui cieli della Corea del Sud per dimostrare la loro forza contro Pyongyang.
I pareri di Lavrov e Tillerson
In una conversazione telefonica, Serghiei Lavrov e rex Tillerson, i capi delle diplomazie rispettivamente di Russia e America, sono concordi nel definire il lancio del 29 agosto una violazione delle risoluzioni decise nel consiglio di sicurezza dell'Onu. Ancora, Lavrov sottolinea la necessità (al fine di superare le tensioni) di astenersi da qualunque gesto di natura militare che conduca ad un punto di non ritorno.
Al contempo, è indispensabile allentare la pressione delle sanzioni nei confronti della penisola nordcoreana che avrebbe effetti negativi e pericolosi.
Il presidente Trump, in un tweet, lascia intendere che ormai non è più tempo di dialogo, la speranza di un negoziato che possa risolvere al meglio la questione fra le due nazioni sembra svanire sempre di più rafforzando l'idea e la convinzione che l'opzione militare sia l'unica soluzione.