Quando si parla di una potenziale "Legge" è lecito che i dibattito ed i giudizi si prestino a speculazioni politiche che, in molti casi, spostano a proprio piacimento il focus sulla vicenda. Ma sta facendo particolarmente rumore la lettura che il quotidiano "Libero" ha dato della possibile nuova misura "Antimafia" basata sulle intercettazioni telefoniche.

Conti correnti: cosa accade?

Non è un mistero che uno dei provvedimenti adottati dallo Stato per contrastare le attività della criminalità organizzata siano il sequestro dei beni, molto spesso soltanto preventivo.

Conti correnti, beni immobili ed automobili finiscono sotto il controllo della pubblica autorità, non appena le autorità ne ravvisano la necessità e gli estremi. Quello che, però, sembra far infuriare "Libero" è la Legge che presto potrebbe essere approvata e che, secondo l'opinione del giornale, porterebbe all'equiparazione di reati di diversa natura che, allo stesso modo, porterebbero al sequestro dei beni.

Il riferimento va esattamente ad uno stralcio del nuovo Codice Antimafia , già approvato al Senato il 19 luglio, e che subirà l'ultima lettura. Una legge scritta dal Pd, formata da 36 articoli suddivisi in 7 capi, che mira a contrastare la criminalità organizzata e che, però, può sfruttare la sua efficacia per altri tipi di reato.

L'eventuale approvazione permetterebbe la disposizione di un sequestro dei beni (anche ove fossero solo i sospetti a determinarlo) in sole 24 ore. Ciò che preoccupa Libero, però, è che l'equiparazione dei reati porterebbe a non colpire soltanto chi si macchia di reato associativi, ma anche chi potrebbe essere sospettato di corruzione, truffa contro lo Stato e l'Unione Europea e atti persecutori.

La provocazione

A destare perplessità a Libero è soprattutto quest'equiparazione, dato che il solo sospetto di Atti Persecutori potrebbe subire lo stesso trattamento di un esponente della criminalità organizzata, vedendosi confiscati conto correnti, beni mobili, immobili ed eventuali aziende. Pur essendo quello di stalking un reato serio, ritenere che il solo sospetto possa portare a provvedimenti così drastici ha destato qualche perplessità nello stesso Pd dato che verrebbero meno alcuni principi come quello relativo ad un certo garantismo.

Gli atti persecutori, tra l'altro, rappresentano un reato la cui gravità risulta essere determinata dalla discrezionalità dei magistrati e secondo la Cassazione devono essere almeno tre. La provocazione di Libero è proprio che potrebbero bastare tre telefonate di troppo per vedersi sequestrato tutto.