Una brutale aggressione in seguito ad uno scatto di follia. Un uomo di 57 anni, dipendente dell'azienda Stie di San Vittore Olona, è stato arrestato dai carabinieri di Cerro Maggiore, compagnia di Legnano, con l'accusa di tentato omicidio. F.M., un bigliettaio con un precedente giudiziario, ha picchiato selvaggiamente il responsabile della ditta e suo diretto superiore, perché gli aveva notificato un richiamo disciplinare. La vittima, nel corso della colluttazione, ha riportato ferite gravissime ed è finita in coma. Il presunto colpevole è stato poi tradotto presso il carcere di Busto Arsizio.

La vicenda

F. M. lavorava presso una famosa azienda leader nei trasporti urbani ed extraurbani da 27 anni, con la mansione di addetto alla biglietteria. Era stato richiamato dal suo diretto superiore perché ultimamente aveva collezionato una serie di ritardi sull'orario di lavoro. Per questo motivo, il capo lo aveva convocato nel suo ufficio, presso San Vittore Olona, per consegnargli una lettera di richiamo per motivi disciplinari. Tra i due, secondo alcuni pettegolezzi non confermati, pare non corresse buon sangue da anni e l'aggressore, reputando ingiusta la contestazione, si sarebbe adirato colpendo il datore di lavoro con calci e pugni.

Successivamente avrebbe infierito sulla vittima in un raptus di follia, anche quando questa ormai era stramazzata al suolo.

Il dirigente, durante la colluttazione, ha perso subito i sensi e, cadendo, ha battuto forte la testa, riportando fratture al volto. Il 53enne è stato immediatamente soccorso dagli altri dipendenti della ditta allarmati dai forti rumori. Il manager è stato portato all'ospedale più vicino e ricoverato nel reparto di rianimazione in gravissime condizioni. Gli è stato indotto il coma farmacologico, per poterlo sottoporre ad altri esami neurologici. L'aggressore ha riportato solo qualche lieve escoriazione alle mani, che gli sono state curate immediatamente.

L'arresto

F. M è stato fermato con l'accusa di tentato omicidio dai carabinieri di Legnano, ed era già noto alle forze dell'ordine. Infatti l'uomo era stato già condannato in un'altra occasione per lesioni.

Subito dopo è stato tradotto nel carcere di Busto Arsizio, in attesa della convalida del fermo.

Il messaggio di solidarietà dell'azienda

Dalla direzione generale Stie di Lodi è arrivato un messaggio di solidarietà per il dirigente aggredito. La ditta è rimasta esterrefatta per quanto accaduto e, secondo l'amministrazione, si è trattato di un atto di follia che in un momento ha distrutto due famiglie perbene. Si tratta di due lavoratori impiegati da diversi anni nell'azienda.