C'era una volta il Papa buono, in realtà il più grande rivoluzionario che abbia mai preso posto al soglio di Pietro. Giovanni XXIII è il pontefice che diede un grande contributo alla crisi dei missili di Cuba per evitare quella che poteva essere la Terza Guerra Mondiale. Papa Roncalli è lo stesso della Pacem in Terris, del Concilio vaticano II, dell'Ecumenismo nella Chiesa Universale, il pontefice del dialogo tra le genti di diverse etnie e religioni, l'uomo che ha aperto la Chiesta al mondo e che, per primo, ha portato la Chiesa nel mondo. Chi è arrivato dopo di lui, ha trovato la strada spianata ed ha fatto tesoro della sua eredità.
Papi innovatori come Giovanni Paolo II o Francesco hanno trovato un orto fiorito in cui seminare ulteriori raccolti. Nel 2014, 51 anni dopo la sua morte e 14 anni dopo la sua beatificazione, è avvenuta la canonizzazione celebrata da Papa Francesco. Ma proprio nel rispetto della sua memoria e delle sue opere in vita, dedite unicamente alla pace tra gli uomini, sembra assolutamente surreale la scelta della Conferenza Episcopale Italiana di dichiarare San Giovanni XIII patrono dell'esercito italiano.
Le proteste, dai vescovi a Don Ciotti
Così, rilevanti personalità del mondo cattolico, hanno scritto una lettera alla CEI per chiedere la revoca della nomina. "La vita e le opere del Santo Papa - si legge nella missiva - non possono in alcun modo essere associate alle forze armate.
Come può l'uomo della Pacem in Terris proteggere un corpo armato che imbraccia strumenti di morte?". Gli autori della lettera, indirizzata al presidente della CEI, Gualtiero Bassetti, ed al prefetto della Congregazione per il culto divino, Robert Sarah, suggeriscono invece di nominare Angelo Roncalli patrono di coloro che si occupano di risolvere le controversie in maniera pacifica, dai Caschi Bianchi agli operatori di pace, "impegnati con lo strumento della non violenza attiva". Tra i firmatari ci sono i nomi di Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia e vescovo di Altamura; Alex Zanotelli, noto missionario comboniano, ed Efrem Tresoldi, direttore di Nigrizia (la rivista dei missionari comboniani dedicata all'Africa, ndr). C'è anche Don Luigi Ciotti, presidente nazionale dell'associazione antimafia 'Libera', e numerosi altri prelati e sacerdoti.