Mentre gli inquirenti attendono i risultati degli esami scientifici sui reperti organici rinvenuti nell'androne e nell'ascensore [VIDEO] del palazzo fiorentino indicati dalle due giovani americane come luogo dove si sarebbe consumata la violenza, uno dei due Carabinieri coinvolti - il più anziano - si è presentato spontaneamente in Procura per rilasciare la sua versione dei fatti. Il militare ammette di avere avuto un rapporto con una delle due studentesse, ma rigetta l'accusa di stupro e sostiene che la relazione sia stata consensuale.

La versione del Carabiniere

Il carabiniere più anziano, quarantenne e sposato con figli, si è presentato alla Procura per dare la sua versione dei fatti: "confermo di avere avuto un rapporto con una delle due studentesse, ma non si è trattato di uno stupro, lo giuro.

Lei era consenziente, e non mi sono reso conto che fosse ubriaca". Sarebbero queste le argomentazioni difensive dell'uomo, che però non sembrano convincere ne il generale Tullio Del Sette - comandante generale dell'Arma - ne il ministro della difesa Pinotti, che dopo aver disposto la sospensione dei due carabinieri, stando ad indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera avrebbero intenzione di congedarli.

L'evoluzione delle indagini

Le dichiarazioni sopra riportate sembrano anticipare quella che sarà la linea difensiva che verrà portata avanti dai due carabinieri, la cui presenza davanti alla casa dove alloggiavano le due studentesse e davanti alla discoteca è stata confermata dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nelle zone in questione e da alcuni testimoni.

Una linea difensiva che l'avv.

Zanobini, che assiste una delle due ragazze, aveva già smontato ancora prima che questa fosse pronunciata, evidenziando come il codice penale configuri il reato di violenza sessuale non solo quando si consuma attraverso violenze e minacce, ma anche quando il reato viene commesso approfittando dell'inferiorità psichica o fisica. Ovvero quello che sarebbe accaduto quella notte, poiché secondo il Codice in situazioni come quella il "mancato consenso" sarebbe implicito. Inoltre secondo l'avvocato i due militari dell'Arma potrebbero vedersi contestare l'aggravante prevista quando il reato è commesso da funzionari pubblici mediante abuso del potere o in violazione dei loro doveri.

Verso la cacciata

A prescindere da quello che emergerà durante l'inchiesta, secondo il Corriere il destino dei militari appare già segnato. Il Colonnello Riccardi, responsabile della comunicazione del Comando generale dell'Arma si sarebbe espresso in modo netto: "non ci saranno sconti, in una situazione del genere non esiste rapporto consensuale. I due carabinieri erano in servizio e non avrebbero dovuto fare nulla di quanto hanno fatto".