Secondo quanto pubblicato oggi dal quotidiano La Repubblica, l'Italia espellerà l'ambasciatore della Corea del Nord. La decisione è stata presa in seguito all'escalation degli ultimi mesi, che ha visto il paese asiatico effettuare diversi test nucleari, l'ultimo poche settimane fa, oltre al lancio di numerosi missili balistici.

Sarà interrotta la procedura di accreditamento

"Interromperemo la procedura di accreditamento dell'ambasciatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea, l'ambasciatore dovrà lasciare l'ltalia". Una presa di posizione forte contro il paese asiatico, che arriva durante il periodo di presidenza italiana nel Comitato Sanzioni del Consiglio di Sicurezza.

Proprio in questo ruolo, ha sottolineato alfano, l'Italia chiede alla comunità internazionale "di mantenere alta la pressione sul regime", anche aumentando l'isolamento nei confronti del regime coreano, pur mantenendo attive relazioni e canali di comunicazioni che possano portare a una soluzione della questione.

Canali di comunicazione che, almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, sembrano non avere successo: Rex Tillerson, segretario di Stato Usa, ha affermato che sono attivi almeno tre di questi canali, ma da Pyongyang non arriva alcun segnale distensivo, anzi l'intelligence della Corea del Sud avrebbe registrato movimenti sospetti che lasciano presagire l'ennesimo test missilistico ordinato da dittatore Kim Jong-un.

"Fare luce sul caso Regeni"

Nella stessa intervista, il ministro Alfano parla anche del caso Giulio Regeni: secondo il titolare della Farnesina, rimane piena la volontà di fare totale chiarezza sulla questione del giovane italiano scomparso il 25 gennaio 2016 e ritrovato cadavere il 3 febbraio successivo, vicino al Cairo e nei pressi di una prigione dei servizi segreti egiziani.

"I rapporti con l'Egitto rimangono condizionati dalla nostra fortissima intenzione di fare piena luce sul caso", ha dichiarato Alfano, aggiungendo di avere chiesto la collaborazione del ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, per sensibilizzare ulteriormente il governo e le autorità egiziane, ricevendo risposta positiva.

Nei mesi scorsi l'Italia ha riaperto i rapporti diplomatici con l'Egitto, inviando un proprio ambasciatore Giampaolo Cantini. Una decisione che, secondo il ministro Alfano, ha tra le motivazioni anche quella di chiarire la vicenda: "Il nostro ambasciatore ha istruzioni precise, anche su altre questioni legate al rispetto dei diritti umani. Tutto questo, però non deve escludere il dialogo con l'Egitto su altri importanti dossier, come quello libico".