È stato pubblicato il 3 ottobre il rapporto finale sulla sparizione del volo MH370 Boeing 777-200ER. Purtroppo, dopo diversi mesi di indagini e ricerche, è emerso che non ci sono prove e nemmeno indizi sulla sorte del velivolo della Malaysia Airlines partito dalla Malesia e diretto in Cina, che dall'8 marzo 2014 è scomparso con i suoi 227 passeggeri e 12 membri dell'equipaggio.

La relazione finale dell'Australian Transport safety bureau (Atsb), società che si occupa della sicurezza dei trasporti, non ha evidenziato alcuna novità sugli esiti dei 1.046 giorni di ricerca, sottolineando le sempre maggiori difficoltà nel riuscire a far luce su questo mistero che coinvolge centinaia di famiglie.

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Nella documentazione non si esclude affatto la possibilità che il relitto possa trovarsi in fondo all'Oceano Indiano ad est dell'Australia, poiché potrebbe esservi stato spinto dalle correnti.

Le ricerche sono state sospese il 17 gennaio 2017

Gli Stati interessati (Malesia, Cina e Australia) hanno deciso di interrompere le dispendiose ricerche (circa 150 milioni di euro). I familiari dei passeggeri, pur opponendosi a questa decisione, non hanno potuto ottenere nulla di più.

Ad ogni modo, si tratta di una delle operazioni di ricerca più imponenti effettuate fino ad ora.

Nel dossier si sostiene che la sparizione resterà inspiegabile finché il relitto non verrà trovato. Infatti, ad oggi, manca il materiale da analizzare per risalire alle cause della vicenda. Si sa che dal volo scomparve qualsiasi forma di comunicazione 38 minuti dopo il suo decollo, mentre dopo circa due ore arrivò a cambiare rotta, virando bruscamente verso l'Oceano Indiano. Da quel momento si persero tutti i contatti radio.

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Durante le ricerche vennero ritrovate parti dell'Aereo lungo la costa sud-orientale dell'Africa, ma non risultarono utili per chiarire i motivi della scomparsa del velivolo.

Aperta ipotesi su eventuali azioni del pilota o del co-pilota

Gli investigatori da tempo hanno concentrato le loro attenzioni su Zaharie Ahmad Shah, comandante dell'aereo sparito. Gli inquirenti, durante una perquisizione nel suo appartamento, hanno rinvenuto e sequestrato un computer nel quale è stata trovata una simulazione di volo del tutto simile a quella effettuata dal jet il giorno della sparizione.

Tuttavia rimangono ancora aperte molte piste (anche se è stata esclusa quella del dirottamento) e l'ente australiano, scusandosi con i parenti e gli amici delle vittime per gli esiti negativi delle ricerche, ha ricordato che è stato fatto realmente tutto ciò che era nelle sue possibilità per provare a far luce su questa oscura vicenda.

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