Una coppia omosessuale australiana, originaria di Cairns, sta scontando una pena di 40 e 30 anni dopo le violenze perpetrate per cinque anni ai danni del bambino che avevano adottato nel 2005 dalla Russia. La decisione del tribunale risale al 2012, anno dell'arresto. Dopo cinque anni, però, sono emersi nuovi, inquietanti dettagli sul comportamento tenuto da Mark Newton (46 anni) e Peter Truong (40 anni), attualmente detenuti in due diversi penitenziari degli Stati Uniti. I due, secondo quanto riportato da "The Courier Mail", avrebbero cercato di vendere il bambino ottenuto in adozione ad altri pedofili.

Ma non solo.

Dettagli raccapriccianti

Newton e Truong non si sarebbero accontentati di violentare per cinque anni il loro primo figlio, violenze per le quali stanno scontando condanne superiori ai 30 anni in America. I due australiani avrebbero, infatti, a più riprese, tentato di cedere il bambino adottato ad altri uomini. È questa l'accusa scioccante riportata dal "Courier Mail": secondo quanto risulta alla redazione del quotidiano australiano, fortunatamente la coppia omosessuale non sarebbe riuscita nel suo intento.

Non è tutto però. Infatti, sempre stando alle ultime notizie pubblicate dalla testata australiana, i due quarantenni si sarebbero resi protagonisti di un'ulteriore vicenda scioccante.

Newton e Truong, infatti, avrebbero cercato di adottare un secondo bambino, probabilmente per ripetere quanto fatto al primo ragazzino adottato nel 2005. La coppia sarebbe stata disposta ad offrire una cifra di importo pari a 100.000 dollari, avviando la negoziazione su Skype. Anche in questo caso, però, il delirante obiettivo dei due uomini sarebbe fallito.

L'arresto dopo un blitz internazionale

Dopo le nuove rivelazioni circa il tentativo di vendita del primo figlio ad altri pedofili, e l'intento di adottare un secondo bambino, il "Courier Mail" ha ripercorso, nel suo approfondimento, la vicenda fin dalle origini, ricordando che Mark Newton e Peter Truong vennero arrestati in seguito ad un blitz internazionale.

In quell'anno (2012), finirono nelle maglie della polizia 670 persone, tutte colpevoli di abusi ai danni di bambini. Inoltre il giornale australiano ricorda che la coppia australiana, all'epoca dei fatti, pubblicò immagini e video degli abusi all'interno di un gruppo di pedofili presente in rete.

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