Suona sempre strano apprendere che un serial killer esce di prigione. Anche se lo fa per poco tempo - un giorno solo - e sotto scorta. Evidentemente notizie come questa smuovono "la pancia" delle persone e causano perplessità che neanche le regole della legge riescono a dissolvere.

Donato BIlancia è uscito dal carcere per andare a trovare al cimitero i suoi genitori. Ma il fatto ha scatenato l'idignazione dell'opinione pubblica ed ha fatto spaventare tutta Italia; soprattutto chi abita nella zona interessata dalla presenza fisica dell'omicida, l'astigiano, deve aver pensato di essersela scampata bella quando il killer è uscito.

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Quasi che Bilancia, con il solo posare piede in terra libera, possa averla contaminata ed aver diffuso i semi della violenza e della follia.

I fatti sono avvenuti qualche settimana fa, quando il serial killer ha ricevuto il permesso di recarsi nel piccolo cimitero della provincia astigiana, a Nizza Monferrato, dove sono sepolti i genitori, Anna Mazzaturo e Rocco BIlancia. Naturalmente nessuno avrebbe permesso la libera circolazione di un individuo che ha alle spalle ben diciassette omicidi commessi tra il 1997 ed il 1998 tra la Liguria ed il Basso Piemonte; Bilancia è stato messo sotto stretta sorveglianza ed accompagnato dagli agenti, reso quasi irriconoscibile - dicono i giornali - non si sa con quali travestimenti.

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Resta il fatto che l'omicida seriale più pericoloso d'Italia, che deve scontare ben tredici ergastoli ed è rinchiuso nel carcere Due Palazzi di Padova, riesce ancora a smuovere le paure più ancestrali dei suoi simili: quelle della morte, della violenza, della sopraffazione più cieca.

Bilancia potrà uscire dal carcere?

La possibilità che spaventa di più è che il pluriomicida possa uscire di prigione.

Resosi responsabile di ben diciassette omicidi compiuti a sangue freddo, a partire da quello di Genova il 16 Ottobre del 1997 in cui perse la vita Giorgio Centenaro all'ultimo del 21 aprile, in cui il killer rapì e poi uccise il benzinaio Giuseppe Mileto ad Arma di Taggia (IM), Bilancia fu scoperto e catturato dai Carabinieri di Genova fuori della sua abitazione nel quartiere di Marassi, il 6 Maggio del 1998.

Ora l'uomo, con il supporto dei suoi legali, sta tentando di accorciare i tempi della sua presenza in carcere. Prima ha fatto richiesta di revisione, ricevendo risposta negativa, quindi ha chiesto il ricorso in Cassazione, che gli è stato negato perché il rito abbreviato non ha potere reatroattivo ed è stato introdotto per i casi di omicidio volontario solo successivamente alla data in cui è stato condannato.

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Ma l'uomo non si arrende, ed i suoi legali hanno già annunciato che presto metteranno in atto altre strategie per farlo uscire di progione, anche se per il momento non si sognano nemmeno di rivelarle.

Le vittime del serial killer

I familiari delle persone che hanno perso la vita in modo violento per mano del killer potentino, in tutto nove uomini ed otto donne, di cui quattro straniere, non sentono di avere ricevuto giustizia.

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Bilancia infatti non ha chiesto scusa per ciò che ha fatto, né ha dato segni di pentimento; figuriamoci poi se è stato in grado di risarcirli economicamente.

L'omicida pare piuttosto essere più portato nello studio che nel fornire scuse ai parenti delle sue vittime: i suoi stessi docenti affermano che sia molto ligio nel seguire le lezioni del corso di laurea in progettazione e gestione del turismo culturale al quale è iscritto con profitto.

Al serial killer sono stati dedicati speciali televisivi, approfondimenti psicologici e libri scritti da docenti del calibro di Vittorino Andreoli, psichiatra e criminologo, senza contare l'intervista - scandalo che rilasciò nel 2004 a Paolo Bonolis durante Domenica In e che suscitò una valanga di polemiche.

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