Sotto accusa il pronto soccorso dell'ospedale Pertini di Roma dove Maria Denise Margherita, di 14 anni, era stata accompagnata in ambulanza dopo un malore subito appena dopo essere entrata in classe. I fatti risalirebbero ai giorni dal 4 al 6 novembre scorsi ma sono stati resi noti soltanto oggi.

Svenimento in classe ma i medici minimizzano

Erano appena scoccate le 8.30 di una mattina di scuola come tante, il 4 novembre al liceo classico Orazio di Roma, ma Denise aveva subito accusato un forte dolore alla testa a causa del quale aveva perso i sensi davanti ai suoi compagni di classe.

All'arrivo dei soccorsi la ragazzina non era cosciente e perdeva liquidi dalla bocca. I genitori di Denise, raggiunta la figlia in ospedale in 'codice giallo', sono stati tranquillizzati dai medici del pronto soccorso che avevano ipotizzato un forte stress aggiungendo anche che forse il ciclo appena concluso potesse aver avuto un ruolo importante nel malore della figlia alla quale intanto era stata effettuata una flebo di soluzione fisiologica per cercare di farle riprendere i sensi nonostante la paziente continuasse a rimettere.

La madre però ha insistito ripetutamente che venissero fatti esami più approfonditi e solo dopo le richieste della donna, e un paio d'ore di inutile attesa, è stata effettuata una TAC che ha immediatamente evidenziato il violento aneurisma che aveva colpito la ragazza. Da qui il trasferimento al Bambin Gesù in ambulanza con le condizioni di Denise che si erano rivelate ormai disperate e avevano reso inutile l'intervento per cercare di drenare il sangue nella testa della bambina.

L'intervento in realtà sarebbe andato bene ma non è stato sufficiente a evitare la morte di Denise, tra l'incredulità e la rabbia dei genitori presenti.

Il Pertini ''ufficiale''

Secondo la cronologia degli interventi effettuati presso l'ospedale Sandro Pertini di Roma e resa pubblica in una nota a firma del direttore generale Flori Degrassi “la giovane paziente giunge al pronto soccorso il 4 novembre alle ore 9,05 in codice giallo portata dall'ambulanza del 118 accompagnata dalla madre.

Alle ore 9,10 si chiude la scheda di triage. Alle ore 9,17 viene presa in carico dal medico che, dopo averla visitata, prescrive gli esami di laboratorio e l'elettrocardiogramma. All'esame obiettivo non presenta apparenti deficit neurologici, viene sottoposta a terapia antidolorifica”. Successivamente alla TAC si opta per un trasferimento, poiché il Pertini non sarebbe attrezzato per interventi di neurochirurgia, e lo si effettua su strada nonostante l'ora di punta per il traffico romano.

Il viaggio in ambulanza dura un'ora e peggiora la situazione della paziente che arriva al Bambin Gesù senza aver mai ripreso i sensi. Dopo l'intervento la ragazza è entrata in coma dal quale non si è più svegliata fino al 6 Novembre, quando è stato dichiarato il decesso.

Una famiglia distrutta

'Mi scoppia la testa', sono queste le ultime parole che Denise ha pronunciato prima di perdere i sensi la mattina del 4 novembre.

Al termine della tragica vicenda i genitori della piccola hanno affidato all'avvocato Giuseppe Rombolà il compito di fare giustizia sull'accaduto “Siamo in presenza di una tragedia che ha colpito una ragazza assolutamente sana fino a quel momento - sottolinea l'avvocato della famiglia - Lotteremo affinché vengano accertate tutte le responsabilità”. Nominato anche un consulente per l'esame autoptico i cui esami completi saranno disponibili entro sessanta giorni. Nel frattempo il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha disposto l'invio di una task force con a capo il pm Giovanni Musarò, formata da esperti dell'Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali), carabinieri del NAS e ispettori del Ministero della Salute all'ospedale Sandro Pertini di Roma per accertare quanto accaduto ed effettuare i primi rilievi. L'inchiesta potrebbe essere aperta con l'accusa di omicidio colposo mentre anche la Regione Lazio ha diramato un comunicato nel quale afferma di aver aperto ufficialmente un’indagine interna, richiedendo al Direttore Generale della Asl Roma 2, ove ricade l’ospedale Pertini, una relazione dettagliata e un audit clinico in merito al caso della ragazza di 14 anni presa in carico dal Pronto Soccorso della struttura ospedaliera Sandro Pertini di Roma e deceduta in seguito a causa di un aneurisma cerebrale.

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