L'azienda Mutti ha subito nelle ultime ore un attacco mediatico, conseguente ad una bufala su un presunto richiamo alimentare da parte del Ministero della Salute per una passata di pomodoro contenente arsenico. La fake news si è propagata alla velocità della luce sfruttando il canale informativo di Whatsapp. Per rendere più credibile la bufala, è stato utilizzato un modulo del Ministero, modificato ad arte per l'occasione. Nel documento, contenente false informazioni, si può leggere che il richiamo era dovuto per la segnalazione di tracce di arsenico.

Tutto - ripetiamo - palesemente falso.

I ricchi dettagli della fake news

La bufala sulla passata di pomodoro Mutti ha ingannato già decine e decine di utenti, che si sono visti recapitare su Whatsapp un documento, a prima vista, autentico del Ministero italiano della Salute dove vi sono riportati i dettagli del richiamo. Il prodotto incriminato è la passata di pomodoro da 700 grammi contenuta in un barattolo di vetro, appartenente al marchio Salsa Mutti. Nel foglio che circola sull'applicazione di messaggistica più famosa al mondo viene anche riportato l'esercizio commerciale dove il prodotto sarebbe venduto (Conad, ndr).

Per rendere il tutto ancora più credibile, compare anche la sigla del fantomatico lotto ritirato (SK343A), oltre al nome del produttore della passata (Durante Import) e dello stabilimento (Engel Produzioni, via Forlimpopoli 13).

Alla luce di un'accurata ricerca tramite il motore di ricerca Google, possiamo affermare che sia il produttore sia lo stabilimento non esistono. Se anche esistessero, non avrebbero nulla a che fare con l'intera vicenda, che - sottolineiamo ancora una volta - rientra in una banale fake news.

Presentata regolare denuncia

Attraverso una nota ufficiale, l'azienda Mutti ha fatto sapere di aver presentato regolare denuncia alla Polizia Postale per quanto avvenuto e che "sta valutando tutte le opportune azioni legali da intraprendere", rimarcando come sia assolutamente falsa la notizia del ritiro della sua passata di pomodoro. Il consiglio, in casi come questi, è di verificare sempre quanto si apprende dalla rete e, soprattutto, via social.

Nel caso della Passata Mutti, era sufficiente andare sul sito del Ministero della Salute per accertarsi di come nella sezione "avvisi di sicurezza", alla voce "richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori", non compaia alcun avvertimento alla popolazione circa i barattoli in vetro della passata di pomodoro dell'azienda di Parma.