Viviamo in una società dove la paura viene strumentalizzata diventando una arma pericolosa. Ecco perché, Papa Francesco si scaglia contro tutti coloro che utilizzano questo sentimento per ricavarne vantaggi personali. Battendo il chiodo sulla necessità di accogliere un popolo che fugge dalla miseria, dalla povertà dalla guerra.

Papa Francesco verso un cammino di pace

In occasione della 51.ma edizione della Giornata Mondiale della Pace che si festeggia il 1° gennaio 2018, su un argomento molto dedicato che oggi percuote gli animi e fa molto discutere: “Migranti e Rifugiati”. Forse perché troppo spesso dimentichiamo che si tratta di uomini, donne, bambini in cammino verso un luogo sicuro dove trovare la “pace”.

Il 2018 sarà un anno importante in cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite, procederà alla regolamentazione nonché all’approvazione di due progetti rivolti verso la sicurezza delle migrazioni e sui rifugiati.

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Troppi i Paesi chiudendo le porte all’accoglienza, per difendere una sicurezza nazionale, se pur necessaria, ma pagano un prezzo troppo salato: precudendo la vita.

Così facendo si calpestano i valori dell’essere umano, si nega la dignità di una “vita normale” alle migliaia gente che disperata affronta l'incognita legata al “viaggio della speranza”. Più di 250 milioni di persone al mondo sono migranti, di questi una fetta di circa 22 milioni di gente comune è rappresentata da rifugiati, non sono solo numeri, ma gente in cerca di un "vita".

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Papa Francesco: l'odio non può prevalere sulla coscienza dell'animo umano

Il sentimento dell'odio verso i migranti, dilaga senza freno anche nel nostro Paese, a questo proposto Papa Francesco - ha rammentato - quanto sia necessario battersi per difendere e costruire la pace. Non può e non deve vincere la strumentalizzazione della paura, della violenza, e di tutte quelle forme di discriminazioni che portano al lento degrado dello spirito umano.

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Politica Papa Francesco

Bergoglio - ribadisce il concetto - che spesso la comunità internazionale vede i migranti come quel “pericolo” capace di minare il futuro, e non come una forza da cui trarre dei vantaggi.

Secondo le disposizioni del Papa è necessario volgere uno sguardo di amore e di fiducia verso chi cerca un posto di pace nel mondo. I migranti rappresentano un opportunità necessaria per realizzare un solido futuro che porta in un'unica direzione: la pace.

Prima di giudicare con l'occhio gelido del saper della vita, è necessario guardare nell'animo di questa gente che arriva da lontano. Resta da considerare, che solo durante il viaggio, la “morte” può sopraggiungere in un “soffio” in una frazione di secondo.

Tanta gente affronta un viaggio faticoso e lento che strazia l’anima, ma apre la flebile luce che porta alla speranza. Molte madri affidano al destino i loro figli, pur di non vederli soccombere nelle realtà che li circonda.

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Troppi bambini sono costretti a vivere da soli, sperduti in un mondo malvagio, dove forse solo 1 su 5 trova la pace.

Forse se valutassimo questi piccoli dettagli, non li giudicheremmo un “pericolo”, ma come un popolo che cerca una mano a cui aggrapparsi.

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