Lanciavano sassi da un cavalcavia sulla A20 Palermo-Messina e sono stati arrestati alle 3,30 di questa mattina dalla Polizia Stradale. Sono due diciassettenni, incensurati, su cui grava la pesante accusa di tentato omicidio.

Sassi dal cavalcavia, il loro modo di passare il sabato sera

I due ragazzi, trovati con dei sassi in mano, per sferrarli su qualsiasi malcapitato passasse in quel momento erano li da ore, pronti ad attentare la vita dei passanti; questo era il loro modo di passare il sabato sera.

I giovani durante la loro nottata avevano già colpito un mezzo utilizzando una lastra di cemento che dovrebbe invece servire per coprire i canali dalle acque piovane; la macchina ha avuto il cofano frantumato e il parabrezza ammaccato. Fortunatamente l'oggetto, di oltre due chili, non ha urtato la vetrata anteriore perchè se così fosse stato avrebbe potuto colpire il conducente che avrebbe perso il controllo della vettura.

Era una strada molto transitata e in quel momento, oltre alla macchina colpita, stavano passando anche altre vetture.

Se il blocco di cemento fosse caduto pochi centimetri avanti poteva essere una strage; il conducente avrebbe perso il controllo della macchina con le ovvie conseguenze del caso. Fortunatamente 'non c'è scappato il morto', come invece è avvenuto purtroppo pochi giorni fa e i detriti provocati dall'urto non hanno raggiunto gli altri mezzi in transito.

Sassi contro le automobili, tre episodi in una settimana

L' Autorità Giudiziaria ha stabilito che i due minorenni fossero trasferiti in un centro di prima accoglienza per minori. Le telecamere sono venute incontro agli agenti filmando le azioni dei ragazzi. Non è la prima volta che i due lanciano oggetti contundenti sulle macchine in transito.

Tre casi in una settimana; due giorni fa un camionista tornando a Foggia da Torino si è visto il vetro del suo camion in pezzi per una “bravata” di alcuni balordi che hanno lanciato contro il suo veicolo un sasso di due chili; nessun ferito.Più sfortunata è stata una donna sessantenne che sempre in settimana è morta sul colpo, non per le conseguenze del sasso lanciato ma per un infarto dovuto all'emozione che l'ha stroncata sul momento.

Ci si domanda se possa esistere il fattore emulazione e se non si debbano essere applicate pene più severe per casi come questo che per svolgere una funzione deterrente e scoraggiare azioni simili a questa.

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