Sembra ci sia un punto di svolta nelle indagini sulla morte del giovane Congliang Hu, il ventenne di origine cinese conosciuto da tutti come Leo. Nel pomeriggio di sabato 25 novembre era stato ritrovato senza vita nella sua camera dell’appartamento situato a Piazza Dante, a modena, chiuso all’interno di una valigia.
Il giallo
Da qui, il giallo. Si era inizialmente sospettato che il giovane fosse rimasto vittima di un raid punitivo o che fosse stato ucciso durante una violenta lite e che il cadavere fosse stato nascosto in attesa di essere fatto sparire.
A fare la macabra scoperta la madre della vittima allertata dal suo compagno, Andrea Giberti, un noto avvocato di Modena, il quale aveva affermato di aver visto dei ragazzi a lui sconosciuti nell’abitazione intorno a mezzogiorno e che si erano poi allontanati in maniera furtiva. Questa versione sarebbe poi stata confermata da un vicino che, chiamato in questura, avrebbe dichiarato di aver intercettato i ragazzi che si aggiravano sul pianerottolo e che, di fronte alla richiesta di spiegazioni circa la loro presenza, avessero offerto all'uomo risposte elusive.
La svolta e la caccia all'uomo
Nelle ultime ore sono stati fermati tre minorenni, connazionali di Leo, due a Prato ed uno presso Modena, mentre altri due indagati sono ancora ricercati.
La “spedizione punitiva” ai danni del ventenne sarebbe stata attuata per ragioni legate ad un movente di natura sessuale. Sarebbe infatti emerso dalle indagini che Leo intrattenesse una relazione con uno dei cinque indagati che era, però, intenzionato a troncare; da qui la minaccia della vittima di rivelare il rapporto e, di conseguenza, l’omosessualità della persona in questione che avrebbe reagito organizzandone l’omicidio. Ancora da chiarire le effettive dinamiche del delitto.
Le indagini
Il dato agghiacciante è che i cinque avrebbero ucciso il connazionale mentre la madre ed il compagno si trovavano in un’altra stanza dell’abitazione di piazza Dante, nel più totale silenzio; l’ipotesi al momento più accreditata sembra essere quella del soffocamento.
L’occultamento del corpo nella valigia avrebbe dunque rappresentato un tentativo da parte dei colpevoli per poter guadagnare tempo, utile ad allontanarsi e far perdere le proprie tracce. Attualmente si indaga dunque per omicidio pluriaggravato con movente di natura sessuale, come affermato dal Procuratore di Modena, Lucia Musti.