Un giochino, quale quello del Blue Whale, che semina morti apparentemente inspiegabili e orrori che oltrepassano i limiti della realtà. Fatti che sembrano essere la trama di un film horror, con l'unica differenza che - nei film - quelle morti sono fittizie e, ad eccezione della veridicità degli ambienti in cui esso si svolge, la finzione popola tanto la storia quanto i gesti.

Questa tragica storia, che arriva direttamente dalla capitale russa, ha per protagonista uno sfortunato insegnante, assassinato da un suo discente diciottenne, che decide, subito dopo, di porre fine alla sua stessa vita.

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La vicenda

In Russia - dove il gioco sembra aver avuto origine - accade un nuovo e tragico atto: uno studente moscovita diciottenne, Andrey Emelyannikov, si è reso colpevole di un omicidio-suicidio. Al caso stanno lavorando gli agenti russi che hanno ricollegato la vicenda ad una versione molto più cruenta del Blue Whale, che prevede il completamento di cinquanta "prove" crudeli prima del suicidio.

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Difatti, il diciottenne ha tagliato la gola al suo insegnante ed ex ufficiale dell'esercito - Serguei Danilov, un marito di 44 anni e padre di tre figli - si è scattato un selfie accanto al cadavere e poi si è suicidato con una motosega elettrica.

Nuovo caso di Blue Whale?

Poco importa se si sia trattato di un nuovo fenomeno del Blue Whale, poiché ciò che è propriamente importante sottolineare è che i giochi di morte e le sfide che online riscuotono grande successo, attirano ragazzi che soffrono di disturbi psichici.

L'intervento di un esperto di psicologia e criminologia commenta l'accaduto affermando che videogiochi violenti possono avere un impatto altrettanto violento sulla psicologia dei giocatori che tendono, poi, a trasferire quella stessa violenza nel mondo reale.

Le testimonianze

Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni dei compagni di classe, Andrey non avrebbe scelto casualmente la sua vittima. I ragazzi affermano che erano innumerevoli le discussioni fra l'omicida e l'insegnante, che aveva minacciato di espellerlo dal politecnico.

Ancora - sottolineano i compagni - il diciottenne era appassionato di un videogioco, Silent Hill, il cui protagonista - Walter Sullivan - è un fanatico religioso che trascorre il suo tempo assassinando chicchessia, nel disperato tentativo di trovare la figlia adottiva, di nome Cheryl, nella mostruosa città statunitense.

Un omicidio che sarebbe stato pianificato da tempo. Indizio è l'hashtag che il diciottenne usava sui Social Network, 11117, numeri che decifrati significano 1 novembre 2017, e, infatti, proprio nel giorno di Ognissanti, il ragazzo ha commesso quel gesto ai danni del suo insegnante.

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