Nuovo attacco terroristico in Afghanistan. Questa volta è finita nel mirino la capitale Kabul, e l'attentato è stato rivendicato dai miliziani dell'autoproclamato Stato islamico. Come riporta l'Ansa, un kamikaze ha colpito gli studi della Tv satellitare Shamshad, e nella rivendicazione dell'Isis si parla di almeno una ventina di morti. Il bilancio, però, non è stato ancora confermato da fonti ufficiali.

Sempre stando a quanto riportato dall'agenzia di stampa italiana, l'attacco terroristico è stato rivendicato dai jihadisti tramite un tweet di Amaq, uno dei media di propaganda più utilizzati dal sedicente Califfato.

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I Talebani: "Non abbiamo nulla a che fare con questo attacco"

Come già ricordato precedentemente, l'Isis ha rivendicato ufficialmente la paternità dell'azione terroristica sui social network. Inoltre, stando a quanto riportato da "Rai News", i Talebani hanno dichiarato di non aver nulla a che vedere con questo recente attacco kamikaze. Il portavoce del movimento islamista radicale afghano, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che non vi è alcun coinvolgimento da parte del suo gruppo nell'attacco agli studi Tv della Shamshad. Giova ricordare che tra Talebani e Isis i rapporti sono spesso conflittuali, anche se diverse volte hanno stabilito delle alleanze.

La nuova "strategia del terrore" stragista dell'Isis

Se la paternità della strage a Kabul sarà confermata, c'è da dire che questa rientra nella nuova "strategia del terrore" che i miliziani dell'Isis hanno recentemente elaborato e inaugurato. Questa nuova attività terroristica è sorta in seguito ad una serie di pesanti sconfitte subite dal Califfato in Siria e in Iraq; sconfitte che hanno fortemente indebolito e ridimensionato le pretese dei vertici dell'autoproclamato Stato islamico. I terroristi, infatti, stanno sempre più ricorrendo allo "stragismo", e il recente attacco terroristico effettuato a New York ne è un esempio eclatante ed emblematico.

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L'Isis, infatti, pare abbia deciso di inasprire la sua azione terroristica e di effettuare il maggior numero di attentati sia in Medio Oriente che in Occidente.

Questa nuova ondata di attacchi non va affatto sottovalutata né da parte delle forze che combattono l'Isis, e nemmeno dai Paesi occidentali, poiché non è da escludere che possano essere in corso dei preparativi per colpire con altri attentati su larga scala l'Europa, oppure gli Stati Uniti.