igor Vaklavic, all’anagrafe Norbert Fehe, criminale che ad aprile aveva seminato il panico in Emilia e dintorni, è stato finalmente catturato. A seguito di un conflitto a fuoco avvenuto in Spagna, dopo aver ucciso tre uomini, l’uomo è uscito di strada con il pick-up da lui rubato in precedenza svenendo, circostanza quest’ultima fortunata, poiché ha permesso L'arresto del criminale. Durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi in terra iberica, l’uomo ha fatto emergere tutta la freddezza ed il distacco con il quale aveva agito durante gli svariati mesi di latitanza.

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Sebbene ancora in preda all’euforia, le autorità hanno iniziato, attraverso diverse domande mirate e specifiche, ad analizzare la psiche del soggetto. In particolare, i militari e gli psicologi, hanno cercato di capire come abbia fatto un singolo uomo a mettere sotto scacco diversi Organi di vigilanza. Cosa è passato per la sua mente durante tutti questi giorni di latitanza? Come ha fatto a muoversi in modo altamente strategico nonostante la pressione e l’ansia determinate dall’essere braccato? Come ha fatto a reprimere le proprie sensazioni ed emozioni che, durante quei lunghi momenti, sarebbero per lui state deleterie?

La paura divenire scoperti: la componente fisiologica

“La paura è una emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto”.

Quando abbiamo paura, indipendentemente dal fatto che le motivazioni siano reali od immaginate, nel nostro corpo avvengono numerosissimi fenomeni psicofisiologici. Per quanto si possa, come si suppone fosse Igor, essere ben addestrati, è impossibile inibire completamente ciò che accade all’interno del nostro corpo. Responsabile dell’inizio del processo denominato “Attacca o fuggi” (o “FoF” cioè “Fight or flee”) è l’amigdala, una struttura dalla forma di mandorla situata nel nostro cervello. Questa struttura, riconosciuto un potenziale pericolo, invia un input al sistema simpatico, input che ha come risultato l’aumento del battito cardiaco (e conseguente aumento della pressione sanguigna).

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Oltre a ciò, ad aumentare è anche la disponibilità di glucosio: i muscoli, i cui tessuti vengono contratti e rilasciati proprio grazie al glucosio, sono a questo punto pronti a qualsiasi azione, anche la più fulminea.

La paura di essere catturati: la pressione psicologica

La paura, intesa in senso psicologico, è una componente difficile da analizzare in modo completo ed esaustivo, proprio a causa delle sue svariate sfaccettature. La tensione, l’ansia, la pressione emotiva che vengono esperite durante una situazione di stress prolungato, come nel caso preso in esame, causano innanzitutto un collasso delle strutture emotive del soggetto.

Crollo delle certezze, debito di sostanze prodotte da emozioni diametralmente contrapposte a quelle provate (esempio “Ossitocina”, sostanza estremamente benefica in quanto capace di interagire con le funzionalità quotidiane del corpo umano e prodotta da situazioni di gioia e felicità) causano un senso di depressione e sfiducia nel soggetto che, alla lunga, è portato alla resa, proprio per interrompere lo stato di malessere (malessere determinato in parte anche dalla scarsità di viveri: la mancanza di cibo durante la latitanza ha sicuramente contribuito ad abbassare la soglia di sopportabilità).

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L’altro aspetto fondamentale è dovuto alla necessità di non commettere errori. Un singolo sbaglio avrebbe, infatti, potuto determinare la cattura di Igor o avrebbe quantomeno causato la sua individuazione. La necessità di prendere decisioni sotto forte stress è causa di stress ulteriore, così come lo è l’incertezza sul futuro. Non essere sicuri dell’esito delle scelte fatte ha infatti, alla lunga, un carattere deleterio, specialmente nel caso di una fuga o di una latitanza, come in questo caso.