L'immigrazione in Italia appare come un fenomeno relativamente recente, che ha cominciato a raggiungere dimensioni significative all'incirca nei primi anni settanta, per poi diventare un fenomeno caratterizzante della demografia italiana nei primi anni del XXI secolo. Nei primi anni '90 erano perlopiù gli albanesi a sbarcare sulle nostre coste, da qualche anno a questa parte sono perlopiù africani.

La capitale dei rifugiati politici

E' stato ribattezzato la capitale dei migranti, questo perché il piccolo comune nel bresciano, Corvione di Gambara, registra la presenza di più immigrati rispetto ai residenti.

Il piccolo comune del Nord Italia conta 100 abitanti locali e 113 richiedenti asilo; l'assessore della Regione alla Sicurezza sottolinea la questione e non vuole che la vicenda passi in sordina. Gli immigrati sono anni ormai che risiedono in una struttura, un ex ristorante, che però potrebbe accoglierne soltanto 90; per l'assessore, Simona Bordonali, lo Stato ormai va in aperta violazione della legge. Questo fatto è senz'altro grave, in una condizione del genere come sarebbe possibile favorire l'integrazione dal momento che i residenti sono meno dei richiedenti asilo? Il segretario della Lega Nord del comune interessato, Simone Zanetti, parla d'invasione e accusa il Sindaco non soltanto di aver permesso questa accoglienza incondizionata, ma lo biasima soprattutto per aver concesso a 60 di loro anche una carta d'identità.

Secondo la normativa ministeriale il comune di Gambara non dovrebbe accogliere più di 10 richiedenti asilo, questo perché i conteggi si fanno in base alla popolazione residente. Salvini è il primo a portare alla luce questa situazione, definendo sconsiderato il comportamento del sindaco del comune bresciano che "sta regalando carte d'identità".

Le parole del sindaco

Il sindaco, del PD, di Corvione di Gambara ha detto la sua: "La decisione è stata calata dall'alto". Certamente i suoi 100 cittadini non devono essere molto contenti di questa situazione, quindi il primo cittadino potrebbe aver cercato di lavarsi le mani. Comunque garantisce che il comune si è già attrezzato per garantire la sicurezza pubblica e verificare che le strutture siano adeguate. Secondo il regolamento del ministero per i comuni con meno di 2.000 abitanti il numero massimo di aspiranti profughi non dovrebbe superare le 6 unità, a quanto pare qualcosa è andato storto.