E’ stato condannato a cinque anni e mezzo per omicidio colposo Tullio Simoncini, l’ex medico radiato dall’ordine che prometteva di curare il tumore con il bicarbonato. La sentenza, pronunciata dai giudici del tribunale di Roma, conclude il processo per la morte di Luca Olivotto, ventisettenne di Catania affetto da un tumore al cervello, che Simoncini aveva curato con la somministrazione di dosi massicce di bicarbonato per via arteriosa che ne hanno causato la morte.

Prometteva di guarire dal tumore con iniezioni di bicarbonato

La condanna da parte del tribunale di Roma non è una novità per Tullio Simoncini, oncologo di 67 anni, che già nel 2006 era stato condannato in primo grado per aver curato con il bicarbonato tre pazienti malati di tumore e poi deceduti.

A seguito di questa prima condanna Simoncini era stato radiato dall’Ordine dei Medici e si era trasferito in Albania dove continuava ad esercitare la professione e a promettere guarigioni miracolose ai malati di cancro. A lui si era rivolto Luca Olivotto, al quale era stata diagnosticata una neoplasia al cervello nel giugno 2012. Il successivo 18 ottobre 2012, Olivotto morì all’ospedale di Tirana per un arresto cardiocircolatorio causato da una “gravissima alcalosi metabolica” conseguente a massicce dosi di bicarbonato somministrato per via arteriosa.

Insieme a Simoncini è stato condannato a due anni di reclusione, con sospensione della pena, anche il radiologo Roberto Gandini riconosciuto colpevole di aver aiutato l’ex medico nella somministrazione della sua terapia anticancro.

La cura del tumore con il bicarbonato e altre bufale

La teoria dell’utilità del bicarbonato nella cura dei tumori non è nuova, essendo stata ripresa dall’oncologo viterbese da una ricerca di Otto Heinrich Warburg, premio Nobel per la medicina nel 1931.

La scoperta di Warburg si basava sull’aumento della produzione di energia da parte degli organi colpiti da tumore e dal rilascio di sostanze acide come scorie. Dal momento che le cellule tumorali sono agevolate nella loro proliferazione proprio dall’ambiente acido, nacque una teoria secondo la quale la creazione di un ambiente alcalino attraverso l’uso del bicarbonato, potesse contrastare lo sviluppo del cancro.

Tutti gli esperimenti hanno però smentito questa tesi anche perché, per arrivare a trasformare l’ambiente intorno all’organo colpito da acido ad alcalino, sarebbero necessarie dosi di bicarbonato talmente elevate da risultare letali per il malato. Proprio quello che è accaduto all’ultimo paziente che si era rivolto a Simoncini.

Il campo della lotta ai tumori non è nuovo, purtroppo, al trasformarsi nel terreno per la diffusione di bufale e teorie senza alcun fondamento scientifico da parte di ciarlatani che sfruttano la disperazione di malati alla ricerca di una speranza di vita.

Le teorie più bizzarre segnalate negli ultimi anni attribuivano poteri ‘miracolosi’ a sostanze come l’aloe, il vischio, il caffè (assunto attraverso clistere), fino alla teoria del cosiddetto ‘Metodo Hamer’ che considera il tumore frutto di un conflitto psichico da curare senza l’uso delle medicine.

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