Non si placano le polemiche dopo le dichiarazioni di Gene Gnocchi su Claretta Petacci. A spendere delle parole di conforto nei suoi confronti ci ha pensato la testata giornalistica Il Fatto Quotidiano, la quale ha pubblicato un articolo che giustifica tali dichiarazioni come satira, appellandosi al diritto di fare satira e puntando il dito contro i militanti di Forza Nuova. La testata giornalistica definisce i militanti che hanno aizzato la polemica contro Gene gnocchi come "neofascisti ripuliti", poiché avrebbero fatto scaldare gli animi aizzando i simpatizzanti del movimento di estrema destra.

L'accusa nasce da un post di Forza Nuova Roma

La polemica resta tale fino a quando si tratta di discutere. La situazione che ha creato Gene Gnocchi è stata rivendicata come diritto di satira ed allo stesso modo replica il Fatto Quotidiano, commentando la vicenda come libertà di fare una battuta e comprendendo solo ed esclusivamente eventuali polemiche che dovrebbero restare tali. Il tutto nasce a seguito della pubblicazione di un post da parte della pagina Facebook di Forza Nuova Roma, con il quale è stato richiesto ai militanti del movimento di estrema destra di prendere a calci e pugni Gene Gnocchi.

Il post pubblicato da Forza Nuova Roma cita: "Per noi il vero maiale è Gene Gnocchi. Non solo però. Invitiamo tutti quelli che portano Claretta nel cuore a prenderlo a calci nel sedere e a schiaffi futuristi ovunque questo balordo venga incontrato".

Chi era Claretta Petacci e perchè è nata l'animata polemica

Per chi non fosse a conoscenza di chi sia Claretta Petacci, è giusto chiarire che la protagonista della vicenda, paragonata al maiale che girovagava per Roma da Gene Gnocchi, è stata la compagna di Benito Mussolini e che, proprio a causa del suo amore nei confronti del Duce, pagò con la vita quella relazione.

Claretta Petacci era stata definita come una donna di straordinaria bellezza e colpevole di aver amato quella che per lei risultò essere 'la persona sbagliata'. La Petacci all'epoca dei fatti venne catturata, violentata, torturata e picchiata, prima di essere appesa a testa in giù in pubblica piazza, fino all'ultimo respiro e lasciando la vita terrena. La donna di Benito Mussolini diventò una delle vittime della resistenza proprio a causa delle barbarie ricevute solo ed esclusivamente per aver amato il Duce.

Tutt'oggi ritenuta un'icona da svariati sostenitori del fascismo e dell'estrema destra.

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