A Scuola come in una trincea, in una postazione di una guerra voluta da una sola parte: genitori che si trasformano in picchiatori facendo irruzione nelle aule per sfogare rabbia, frustrazione, tradendo un'alleanza educativa. Colpito alla testa e alla pancia dai tanti pugni che gli sono stati sferrati, a foggia un docente è stato mandato all'ospedale da un padre di 38 anni accorso a "vendicare" il figlio.

Dopo l'episodio qualche giorno fa della docente sfregiata da un alunno solo perché voleva interrogarlo, una nuova gravissima violenza sconvolge il mondo della scuola. Sabato scorso Pasquale Diana, vicepreside della scuola media Murialdo di Foggia, è stato vittima di una brutale aggressione da parte del padre di un alunno. 'Colpa' del docente, è stata quella di aver sgridato il giorno prima il ragazzo che all'uscita di scuola aveva avuto un comportamento scorretto. Strattonava compagne in fila davanti a lui per farle cadere.

L'aggressione

Sabato mattina durante l'orario di ingresso in classe, il padre dell'alunno si è introdotto nel plesso scolastico del Murialdo riuscendo facilmente a eludere il controllo dei collaboratori scolastici e si è avventato contro l'insegnante davanti ad altri docenti e alunni, come poi confermato da numerose testimonianze rilasciate in Questura. Con azione fulminea il padre 'picchiatore' ha inferto all'insegnante numerosi e violenti colpi alla testa e all'addome, oltre a un pugno in volto.

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Il docente che aveva gli occhi del figlio dell'aggressore e degli altri alunni addosso, non ha reagito in alcun modo e ha subito le percosse finché i presenti non sono riusciti ad allontanare l'aggressore. "Abbiamo fatto tante lezioni sul rispetto delle regole e sul linguaggio non violento, reagendo avrei annullato tutto quello che avevo cercato di insegnare loro e non me lo sarei mai perdonato", ha detto Diana.

Quindi sono intervenuti polizia e operatori del 118. Il giorno prima Diana aveva richiamato l'alunno, poi preso per un braccio all'uscita di scuola l'aveva allontanato dalla fila perché spingeva i compagni. Il padre dopo aver recepito solo la versione del figlio che gli aveva raccontato d'essere stato picchiato, senza cercare un confronto tra adulti coinvolti nella stessa missione educativa, l'indomani ha compiuto la spedizione punitiva e vendicativa. Il docente ha riportato trenta giorni di prognosi a causa dei traumi alla testa e all'addome.

Shock a scuola

Ha ricevuto la solidarietà da parte di tutto il corpo insegnante ma anche delle famiglie e di altri allievi che frequentano l'istituto. Siamo tutti sotto shock e spaventati, ha detto la dirigente Ida Lasalandra. Nella scuola chiusa per le feste di carnevale, c'è stata una riunione straordinaria del Consiglio d'Istituto. Intervistato dalle tv nazionali il docente è apparso di spalle e non ha voluto mostrare volto e naso tumefatti.

"Sono preoccupato per tutti gli insegnanti perché ormai noi insegnanti viviamo in trincea avendo tutto il compito dell'educazione e della formazione". Compito che, come purtroppo dimostrano i sempre più frequenti casi di cronaca, i genitori danno interamente ai docenti, eccetto poi disconoscerlo o levarglielo con l'uso della violenza. La procura di Foggia ha aperto un fascicolo. Il padre che ha già un precedente per aggressione, è indagato per lesioni aggravate: potrebbero scattare misure cautelari. L'aggravante è che ha colpito un pubblico ufficiale. La ministra Valeria Fedeli ha chiamato il docente per esprimergli solidarietà e condannare la violenza. Malgrado tutto, il vicepreside che ama il suo lavoro non vede l'ora di tornare a scuola, soprattutto per parlare con i ragazzi di ciò che è accaduto. Ora è in convalescenza e non può farlo.

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