Il gip del tribunale dei minori di Napoli ha deciso: dopo aver convalidato l'arresto del ragazzo per lesioni aggravate e porto illegale di armi atte ad offendere, ne ha disposto il trasferimento dal centro di prima accoglienza per minori dei Colli Aminei a Napoli dove era stato portato. Rosario, il 17enne che giovedì scorso in classe ha sfregiato in volto Franca Di Blasio, la sua docente di lettere all'istituto professionale "Bachelet-Majorana" di Santa Maria a Vico nel casertano, andrà in carcere.

Colpendola con un coltello a serramanico, le ha causato una profonda ferita dalla guancia alla gola che ha richiesto 32 punti di sutura. Tutto perché l'insegnante voleva interrogarlo per confermargli in vista della pagella la piena sufficienza. Lui si era opposto. Chiedeva di poter andare al bagno per non essere interrogato. E' scaturita una discussione sfociata in una nota. Poi l'aggressione sotto gli occhi atterriti dei compagni.

Scartata al momento la premeditazione

Il gip Carlo Avallone oggi al termine dell'udienza di convalida dell'arresto, ha disposto il trasferimento del 17enne di Acerra in un istituto di pena minorile: o in quello napoletano di Nisida, o ad Arpaia nel Sannio. Per ora l'ipotesi della premeditazione è stata scartata, anche se alcuni elementi lascerebbero pensare che invece ci possa essere stata. Interrogato dal pm Ugo Miraglia, il ragazzo ha infatti ammesso di essere arrivato a Scuola armato di coltello.

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O meglio, prima ha sostenuto di averlo trovato sotto il banco, poi casualmente a terra fuori dall'istituto. Ha negato di averlo portato da casa. Nel racconto altalenante, tra contraddizioni e incoerenze, al magistrato ha però parlato di una "questione d'onore". Voleva difendere sua nonna ricoverata in gravi condizioni all'ospedale da quasi un mese, per cui era molto in ansia, che a suo dire la prof avrebbe offeso.

Non ha mostrato segni di pentimento in questi giorni trascorsi al centro di prima accoglienza, non si è informato sulle condizioni di salute dell'insegnante, ma ha detto con aria di sfida: "Se devo pagare, pago".

Il 'perdono' della prof

"Rosario non deve essere punito. Chi lo punisce fa male a me", aveva subito detto l'insegnante sostenendo di aver fallito nel suo ruolo educativo. Non ha condannato il suo alunno, anzi è stata la prima a difenderlo anche se l'aggressione è stata brutale.

A Luciano Mongillo, il docente di sostegno che era in aula al momento dello sfregio e voleva difendere la collega quando ha visto il sangue, Rosario ha intimato di farsi da parte o avrebbe accoltellato anche lui. La prof dimessa dall'ospedale, oggi è stata ricevuta dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che l'ha indicata come esempio per l'Italia intera. La professoressa ha incontrato anche la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli che ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere un'onorificenza come Cavaliere della Repubblica per l'abnegazione dimostrata dalla docente nel suo ruolo professionale. Intanto, nella scuola ancora sotto shock, è stata lanciata l'idea di installare un metal detector per verificare che non siano introdotte armi.

Il papà voleva incontrare la docente

La mamma di Rosario ha chiesto il perdono del figlio invocando misure alternative alla detenzione: "In carcere cosa mai potrà capire? Per questo chiedo alle istituzioni una mano: mio figlio può essere salvato, dateci la possibilità di aiutarlo ad elaborare". Il padre che ad Acerra ha una rivendita d'auto usate, ha raccontato che quel giorno Rosario non voleva andare a scuola.

il papà ha espresso la volontà di incontrare la professoressa che però per il momento ha preferito soprassedere.

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