Il conduttore de La Zanzara, Giuseppe Cruciani, scrive un articolo sul quotidiano Libero in cui se la prende con le donne per le iniziative organizzate contro le molestie sessuali. L’occasione è l’ennesimo appello lanciato da decine di giornaliste italiane, in solidarietà con il manifesto ‘anti Molestie’ sottoscritto pochi giorni fa dalle attrici. Secondo Cruciani, finché non verranno fatti i nomi dei presunti colpevoli, queste iniziative rischiano di dimostrarsi solo una “minestra riscaldatissima”. Ma la critica rivolta dal giornalista alle donne italiane ‘famose’ è anche più dura.
Vediamo cosa ha detto.
Cruciani contro attrici e giornaliste italiane
“Oddio, dopo le attrici arrivano pure le giornaliste”. Si apre così l’articolo pubblicato oggi da Giuseppe Cruciani su Libero in riferimento al tema degli appelli contro le presunte molestie sessuali subite dalle donne. L’occasione è il manifesto contro le molestie sul luogo di lavoro, firmato da centinaia di giornaliste italiane attraverso la mail giornaliste@gmail.com. L’ironico conduttore de La Zanzara dice di aspettare trepidante anche quello di “manager, avvocatesse, donne notaio, architette, biologhe”, tutte definite “Erinni vendicatrici” delle femmine “schiacciate da maschi prepotenti e ostili”. L’iniziativa delle giornaliste italiane, secondo Cruciani, risulta essere la “solita minestra riscaldatissima” perché “di nuovo non c’è niente”.
Il problema è che, oltre a “chiacchiere e paroloni a iosa”, nelle denunce pubbliche delle donne Vip italiane “di nomi di molestatori o presunti tali” non ce n’è “nemmeno l’ombra”.
‘La società fondata sui maschi è una vecchia storiella”
Per Cruciani, insomma, “quella della società fondata sui maschi è una vecchia storiella”, perché se una persona ha delle capacità riconosciute, anche se porta la “gonna”, non viene “messa da parte solo perché è femmina”. Una tesi che il giornalista considera “ridicola”. Ma soprattutto, si chiede Cruciani, cosa c’entrano questi appelli contro le molestie sessuali con il caso Weinstein-Asia Argento? Possibile che alle donne italiane ci siano voluti 4 mesi “per svegliarsi e denunciare un mondo dei media dominato dagli uomini?”.
Il discusso giornalista imputa alle colleghe donne di non diffondere “notizie”, di non fare i nomi dei presunti “orchi”. Nessun episodio specifico di molestie sessuali sta infatti emergendo dal mondo dei mass media e, al momento, non ci sono né “colpevoli”, né “vittime”.
‘Indignate della stampa fate nomi e cognomi!’
Giuseppe Cruciani sostiene di conoscere personalmente molte firmatarie dell’appello contro le molestie sessuali e di considerarle anche “brave croniste”. E allora, si chiede polemico, perché queste “indignate della stampa” si permettono di sparare “accuse a vanvera”? Sarebbe invece loro dovere fare “nomi e cognomi dei maiali”, oppure fornire altre informazioni utili all’identificazione dei molestatori.
L’invito rivolto alle donne è quello di rendere pubblici messaggi e conversazioni e, soprattutto, di “andare dritte dritte dai carabinieri o dalla polizia”. Quello che invece non si deve assolutamente fare, conclude Cruciani, è questa denuncia generica “contro er Sistema”.