"Una famiglia alle prese con il demonio" è il titolo del servizio andato in onda ieri su Italia 1, durante "Le Iene". L'inviato della trasmissione investigativa, è andato a Casapesenna per approfondire la preoccupante storia di Giada, (nome di fantasia), ragazzina di 13 anni con problemi psicologici sottoposta a "cure" spirituali su indicazioni di un sacerdote della Diocesi di Aversa, con il benestare dei genitori.

Omosessualità male da combattere

La storia riportata dalla sorella maggiore Arianna, inizia con il racconto della sua omosessualità mai accettata dai genitori.

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La giovane racconta le liti con il padre, il quale spesso sarebbe passato dalle parole alle mani, sotto gli occhi della sorellina più piccola. Una tensione che si sarebbe riversata sulla condizione psicologica della minore, che improvvisamente non riusciva più a muovere la gambe. Per questo motivo fu ricoverata al reparto di Neo Psichiatria infantile, dove le è stata riscontrata una patologia. L'adolescente è risultata essere affetta da disturbo di conversione.

Pietro Cipriano, psichiatria "Sos Forum Salute" intervistato, ha dichiarato: "C'è un conflitto interiore su base traumatica accaduto nei primi anni dell'infanzia. Molestie, abusi, traumi non fanno raggiungere livelli di consapevolezza, il tutto viene spostato su un organo che ad un certo punto smette di funzionare, per cui queste persone all'improvviso diventano paralitiche o cieche, ma in realtà non lo sono e possono - se curate - ritornare alla normalità.

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La chiave è psicologica e la fiducia è fondamentale, se il caso è particolarmente grave si possono introdurre piccole quantità di farmaci senza cronicizzare ulteriormente la situazione."

Arianna preoccupata per la salute di Giada ha raccontato a "Le Iene", che i genitori non solo le hanno addossato tutte le colpe della malattia della sorella, generata secondo il padre dalla sua omosessualità, ma hanno anche deciso di non ascoltare le prescrizioni dei medici".

Nonostante la tredicenne stesse migliorando con la cura, la mamma e il papà hanno deciso di portarla ad una messa di guarigione, frequentata da persone con problemi fisici e mentali, durante la quale, molti - presi dalla suggestione - svenivano. Lo specialista ha dichiarato: "Se la ragazza viene portata in un ambiente del genere è normale che assorba ciò che c'è introno, facendo quello che ci si aspetti da lei, ovvero fare la posseduta". I genitori infatti, convinti fosse indemoniata si sarebbero rivolti ad un sacerdote molto noto, Don Michele Barone di Casapesenna, il quale spesso frequenta anche i salotti televisivi.

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Arianna dice: "E' un uomo carismatico e potente, e proprio per la sua notorietà che la mia famiglia si è rivolta a lui. Alla fine della messa è venuto a visitare mia sorella, senza chiedere di che disturbo soffrisse ha subito affermato che era posseduta, iniziando con un rituale. Io ho assistito a tutta la scena, vedevo che lei si ribellava mentre lui la prendeva per i capelli dicendo che stava cacciando il diavolo. La metteva sotto i suoi piedi ribadendo di dover sottomettere satana che era in lei, e poi interrogava il demone".

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La giovane, ancora provata, racconta: "Mia sorella inizia così a chiedermi aiuto, dicendomi Don Michele mi sta facendo male portami in ospedale. Ad un certo punto per difendersi strappa la veste al prete e lui si gira verso di me e mi dice che costa 400 euro e che sarò io a ricomprargliela, perché sono una "schifosa omosessuale" e devo uscire dalla sua chiesa. Mio padre gli ha dato ragione e gli incontri andavano avanti con appuntamenti fissati 2-3 volte alla settimana."

Le cure mediche dunque - a detta di Arianna - sarebbero state interrotte per volere del prete, che continuava ad affermare si trattasse di un problema spirituale e non psicologico. A testimoniare la sua opera di guarigione, il sacerdote avrebbe portato inoltre la bambina con se in vari pellegrinaggi. Dalle immagini si vede la ragazzina, con il braccio sinistro legato con un tutore - come quello che si usava nei vecchi manicomi - un collare a stringerle il collo, e lo sguardo perso, mentre marcia accanto al sacerdote.

Le giovane preoccupata per la vita della sorella va avanti

Arianna continua il racconto: "A questo punto la situazione peggiora, mi vietano di parlarle e di vederla e la portano in una casa vicina al prete, dove non la fanno mangiare. Sta sempre a contatto con il sacerdote e con i suoi seguaci, controllata da sconosciuti dalla mattina alla sera. Parlo con mia mamma che mi dice che non la devo vedere perché non credo nel demonio."

Ripresa dalle telecamere la donna dice alla figlia: "Invece di studiare le cure mediche, tipo isteria, epilessia e disturbi di conversione, studia Santana." Don Michele Barone, ripreso anch'egli dalle telecamere nascoste, avrebbe invece affermato che: "Dentro la ragazzina ci sono i demoni e San Michele che lottano". Poi spiega: "Il santo dice anche quello che può mangiare - solo latte e biscotti - e perfino le quantità. Il demonio che c'è in tua sorella è potentissimo fino ad oggi non è mai stato sconfitto."

Cosi Arianna, spaventata da tutte queste convinzioni che potrebbero mettere a repentaglio la salute della sorella decide di presentare un esposto alla polizia, chiedendo l'allontanamento del prete dalla sua famiglia e dalla sorella. A sorprenderla è che la polizia - a suo dire - non solo non avrebbe avviato le indagini, ma un ispettore, seguace di Don Michele Barone, l'avrebbe contattata per farle ritirare quanto presentato.

A chiamarla anche i suoi genitori, che le avrebbero chiesto di ritirare la denuncia, fornendole perfino una dichiarazione scritta, con la quale avrebbe dovuto ritrattare quanto segnalato, solo così avrebbe interrotto il suo rapporto con il diavolo e potuto rivedere la sorellina.

La ragazza non demorde e si rivolge anche al Vescovo Angelo Spinillo, che gli avrebbe anch'egli consigliato di ritirare l'esposto per non scontrarsi troppo con la famiglia e per cercare di risolvere il problema internamente.

Infine, l'inviato de Le Iene si è recato da Don Michele Barone, che intervistato si è dichiarato estraneo ai fatti. "Non è vero che non può vedere la sorella - ha detto il padre - e non è vero che devono interrompere le cure, ne tantomeno ho pressato qualcuno per ritirare l'esposto contro di me."

Intanto, l'orecchio della ragazzina appare deformato e sua sorella dice di non voler fermarsi perché la salute della piccola le sta profondamente a cuore.

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