Arriva dal Galles la proposta di creare un’applicazione volta a ridurre lo stress nei bambini delle scuole elementari. A lanciare l’idea, un monaco molto noto, Gelong Thybten e l’imprenditore Jamie Watkins. Secondo il loro progetto, lo stress nei bambini potrebbe essere ridotto grazie ad un’applicazione che insegna loro i principi della #mindfulness.
Questa applicazione, lanciata dalla Sampten Junior, spiega in maniera semplice e fruibile anche ai più piccoli, alcuni metodi pratici ed esercizi per raggiungere il benessere mentale. In particolare, gli obiettivi sarebbero quelli di combattere lo stress, resistere alle tentazioni mentali e imparare a gestire le emozioni, sia negative che positive.
Questi obiettivi saranno monitorati nel tempo al fine di registrare i miglioramenti. L’applicazione verrà lanciata sperimentalmente in sole due scuole del Galles, ma se darà i risultati sperati, verrà presto messa sul mercato. Gli incassi verranno poi devoluti ad un’associazione di volontariato in prima linea contro i disagi psicologici dei bambini e dei giovani.
Prevenire lo stress infantile
Questo progetto si propone di far fronte ad un problema che sta recentemente assumendo una vasta portata nel Regno Unito, quello dello stress infantile. L’ufficio nazionale di statistica fa sapere che circa il dieci per cento dei bambini del Regno Unito soffre già di forte stress e ansia.
Di fronte alle obiezioni di quelli che sostengono che forse sarebbe più congeniale attuare questo progetto con ragazzi preadolescenti o adolescenti - quando lo stress assume dimensioni più serie - Thybten risponde che è opportuno fornire ai bambini gli strumenti giusti per poter affrontare la crescita serenamente.
Si tratterebbe quindi di una forma di prevenzione, che ha lo scopo di far arrivare i bambini all’adolescenza con le carte giuste per gestire la tensione, attraverso i principi della mindfulness.
Che cos’è la mindfulness?
La mindfulness – parola che si può tradurre con “consapevolezza” - è una tecnica psicologica che mira a far concentrare le persone sul momento presente. Trova le sue radici nel buddhismo e nella meditazione. L’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile, facendo focalizzare l’individuo sul presente e portandolo ad avere una piena consapevolezza dei suoi stati mentali.
Questa pratica, molto nota e diffusa nel mondo orientale, è arrivata in Occidente solo nel 1979 grazie a Jon Kabat-Zinn, biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets.
Kabat-Zinn credeva che la meditazione potesse essere capace di trasformare radicalmente gli stati mentali negativi, e introdusse questa pratica nei contesti ospedalieri, spogliandola delle sue originali connotazioni spirituali e morali.
Numerose ricerche dimostrano gli effetti positivi di questa pratica terapeutica su diversi gruppi di individui, compresi i bambini.
Uno studio della British Columbia ha recentemente dimostrato che gruppi di bambini che avevano praticato la mindfulness a scuola ottenevano risultati molto migliori in termini di gestione dello stress e di propensione alla collaborazione con gli altri, rispetto a bambini che non l’avevano praticata. Sembra inoltre che fosse associata a questa pratica anche una prestazione scolastica generalmente migliore.
Gli esercizi sottoposti ai bambini erano necessariamente più semplici e divertenti rispetto agli esercizi standard e comprendevano uno spazio finale da dedicare alla condivisione delle proprie esperienze ed emozioni. Al termine delle “lezioni”, i bambini affermavano di essersi divertiti e gli effetti sembravano avere un riscontro anche una volta che erano tornati a casa, dove si mostravano più sereni.
Le evidenze empiriche fanno pensare quindi che ci sono tutti i presupposti perché il progetto delle scuole del Galles ottenga i risultati auspicati.