Nel casertano un uomo è stato ucciso a colpi di arma da fuoco da un suo dipendente. La motivazione di tale gesto sarebbe stata una divergenza nata tra il datore di lavoro, un imprenditore cinquantacinquenne di nome Nicola Sabatino e un suo dipendente, Vito Recchimurzi, di cinquantun’anni.

Qual è la causa della morte?

Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, il datore di lavoro si sarebbe recato presso l’appartamento di Recchimurzi per pagargli lo stipendio; ed è proprio questa la causa della lite che avrebbe successivamente portato al tragico epilogo.

Il dipendente avrebbe lamentato una defezione di cento euro nello stipendio, non trovando d’accordo Nicola, che si sarebbe poi voltato per tornare alla sua abitazione, presente nel medesimo stabile; proprio in quel momento Vito Recchimurzi avrebbe perso la testa, facendo partire due colpi d'arma da fuoco diretti verso il suo ormai ex capo, uccidendolo sul colpo.

L’assassino è stato fermato dalle forze dell’ordine e arrestato dopo che il corpo della povera vittima era stato ritrovato sul pianerottolo, dimostrando quanto lo sparo del dipendente sia stato un gesto improvviso, ma fatale.

Si tratta del primo caso di omicidio causato da divergenze sullo stipendio?

La tragedia appena accaduta non deve essere considerata come un avvenimento isolato, infatti nel corso degli anni sono stati molti gli omicidi ai danni dei datori di lavoro attuati per mano dei loro dipendenti, la cui causa è quasi sempre dettata dal movente economico, che procede di pari passo con il deterrente del licenziamento.

Le vittime dunque sono sempre i capi, ma queste notizie dovrebbero smuovere qualcosa anche nei datori di lavoro (di certo parte lesa, nessun dubbio al riguardo), dato che per arrivare a compiere un gesto di tale gravità e crudeltà bisogna davvero versare in situazioni economiche molto negative; questa tragedia è l'esempio lampante della situazione dei lavoratori in Italia, a volte talmente disperati da porre fine alla vita di un individuo per cento euro, una cifra davvero modesta.

Ci sono casi in Italia di stipendi mensili che non arrivano nemmeno ai cento euro, come nel caso del "Call Center della vergogna", in cui i dipendenti vengono pagati novantatré euro al mese, ossia trentatré centesimi all'ora; ma non finisce qui, infatti per chi si alza per andare in bagno è previsto un taglio dello stipendio, che già non permette di sopravvivere. Insomma, certi gesti hanno la propria radice a monte e non a valle.

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