L'Unione Europea, dopo aver escluso dall'obbligo di etichettatura l'indicazione di molte informazioni sul cibo che mangiamo, incluso lo stabilimento di confezionamento o trasformazione del cibo, ora ne ha imposto un altro. Con il nuovo regolamento, appena approvato, di classificazione delle birre si cancellano di fatto le nostre prescrizioni nazionali che finora erano le più severe al mondo.
Le informazioni sull'etichetta
L'avvocato Dongo, uno dei massimi esperti forensi in ambito di regolamenti alimentari, ha dichiarato che l'Ue ha eliminato l'obbligo di indicare il minimo saccarometrico delle birre.
La sostanza, il malto, è utilizzata come ingrediente principale per la produzione della birra; imponendo all'Italia la deregolamentazione di questo aspetto si spingono i produttori birrai ad abbassare la qualità del prodotto. Uno degli effetti principali sul mercato potrebbe essere la perdita di posizioni in classifica delle birre nazionali: finora siamo al primo posto in Europa. Difatti su 29 Paesi censiti, Turchia inclusa, l'Italia è prima in classifica con un tasso di gradimento dei consumatori pari al 78,2%. Addirittura il prodotto italiano viene prima di quella Germania, nazione di grandi produttori e consumatori di birra. Il nuovo regolamento, secondo l'avvocato Dongo, sortirà l'effetto di spingere verso il basso la qualità delle birre italiane low cost.
I produttori, non avendo più l'obbligo di indicare in Etichetta il quantitativo di malto utilizzato, saranno portati a metterne di meno, sacrificando la qualità in nome del risparmio. Per le birre di qualità non ci sarà nessun problema, mentre per quelle più economiche, invece, la concorrenza con le birre straniere sarà molto alta.
La prossima brutta notizia
Da Bruxelles presto potrebbe arrivare un'altra pessima notizia e riguarderà l'indicazione, finora obbligatoria, dello stabilimento di imbottigliamento e lavorazione delle bevande alcoliche. Un eurodeputato della Lega, Angelo Ciocca, all'Europarlamento aveva fatto un'interrogazione parlamentare proprio su questo aspetto e il commissario per la sicurezza alimentare, il greco Vytenis Andriukaitis, ha risposto che le indicazioni finora fornite sulle bottiglie sono incompatibili con il diritto dell'Unione Europea. Un contenzioso che il dimissionario Gentiloni lascia in eredità al prossimo governo del nostro Paese.